De Zordo: Più spazi verdi e alloggi per ogni esigenza, ecco i miei progetti

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di Emanuele Baldi

Ornella, cioè la De Zordo, in questi giorni usa l’autobus: le hanno rubato la bici. Non è arrabbiata «Domani risolvo, ne prendo un’altra» perchè sul bus, come per la strada, incontra tante persone «tantissime donne», che «mi dicono di non mollare». Lei, pasionaria della sinistra critica, che ha 60 anni ma ne dimostra venti di meno, è di nuovo candidata sindaco. Come nel 2004, quando costrinse Domenici al ballottaggio con Valentino per poi sfinire ai fianchi lui e la sua giunta a suon di interrogazioni e di battaglie. Sul multiplex di Novoli l’ultima, la più dura.

Il manifesto di Per Unaltracittà con i candidati
Il manifesto di Per Unaltracittà con i candidati

Come va?
«Bene, sono contenta. Stanca fisicamente perchè lavoriamo tutti i giorni con il passaparola, i volantini, i confronti. Ma sono serena».

Lei gira molto, c’è un quartiere dove sfonda di più?
«Mah… non uno in particolare direi, non ho privilegiato nessuno in questi anni. Con noi ci sono diverse realtà, espressioni importanti della città. Certo, in alcune zone ci sono comitati molto forti, come quelli contro la Tav, quindi magari c’è più attenzione. Ma anche in centro siamo presenti, abbiamo la sede del comitato in Borgo Pinti. E sa cosa mi fa piacere?».

Cosa

«Da noi vengono tanti che ci dicono “ho il pomeriggio libero”, oppure “questo fine settimana non ho da fare”. E si rendono disponibili a fare volantinaggio».

I sondaggi la danno intorno al 5%, anche qualcosa in più.
«Per noi è fondamentale che i voti vadano alla lista e non soltanto al candidato sindaco. Vogliamo tornare in Consiglio comunale per le nostre battaglie. È difficile, non abbiamo un partito dietro, ci autofinanziano per ogni cosa».

A sinistra ci sono quattro candidati sindaco: Renzi, Spini, Lascialfari, lei. Troppi?
«Definire Renzi di sinistra mi sembra un eccesso. Diciamo che dal centro alla sinistra sì, ci sono quattro candidati».

Un giudizio su di loro?
«Renzi è espressione di un partito forte, il Pd. Ma, al di là delle differenze soggettive, nelle scelte rappresenta la continuità con il governo di Domenici».

Spini, invece?
«Spini ha fatto un’operazione per niente convincente mettendo insieme soggetti differenti e in contraddizione fra loro. Ci sono i repubblicani che sono l’espressione del liberismo insieme a Rifondazione. Non è convincente come alternativa a Renzi».

E poi c’è il partito comunista dei lavoratori della Lascialfari
«Lì c’è una scelta molto netta».

Di Galli cosa pensa?
«È il volto nuovo ma è una scelta che non mi convince: mi sembra debole».

Al ballottaggio del 2004 lei scelse Domenici. Stavolta se dovessero esserci Renzi e Galli che farebbe?
«Non daremo assolutamente nessuna indicazione di voto. Ci sentiamo diversi da loro».

L’accusano spesso di essere quella del “no” e non propone mai niente. Che progetti ha?

«Facciamo attenzione a non confondere quello che è stato finora il mio ruolo, e cioè di opposizione. Di fronte al piano strutturale o al progetto Castello, non potevo non oppormi. Ma dietro ogni mio no c’è sempre una proposta alternativa».

Per esempio?
«Se diciamo no al sottoattraversamento della Tav, significa che abbiamo un’idea alternativa per il passaggio in superificie che creerebbe molti danni e disagi in meno. Se ci opponiamo all’inceneritore è perchè riteniamo ci siano modelli di smaltimento dei rifiuti più adeguati, come il porta a porta o il riciclaggio. Alla tramvia diciamo no perchè le penali da pagare non saranno mai così dannose quanto l’opera».

I suoi tre sogni per Firenze?
«Prima di tutto l’aumento degli spazi verdi e l’abbattimento di tutti gli inquinamenti. La salute è la cosa più importante. Poi nuovi servizi pubblici con una riforma radicale della gestione delle partecipate. E infine un cambiamento di gestione dell’emergenza abitativa. Qui si continuano a costruire tipologie di case medio alte, per le quali non c’è richiesta. Non dico solo che servirebbero più alloggi sociali, ma anche abitazioni di fascia medio bassa. C’è la crisi,  d’altronde, e andrà sempre peggio».

Lo stadio è una priorità?
«Se qualcuno è pronto a investirci certo. Se non altro perchè Campo di Marte è in difficoltà».

I mal di pancia per un certo tipo d’immigrazione crescono. Come si gestisce il fenomeno?
«Innanzitutto non con lo “stile Cioni”. Facciamo una mappa precisa degli immigrati e guardiamo i numeri, tutti quelli che lavorano e sono tanti. E poi serve accoglienza più mirata. Penso ai tanti immobili vuoti del Comune, potrebbero diventare luoghi di prima accoglienza».

La campagna elettorale è stata fin’ora pacata, ma tra i giovani di destra e di sinistra sembrano essere tornate vecchie tensioni. Ha visto cosa è successo in via della Scala con la rissa sfiorata?
«La violenza non risolve nulla. Io sto notando da parte di certa destra un atteggiamento molto aggressivo. Per esempio nell’attacchinaggio dei manifesti: coprono tutto. Giovedì poi arriva Fiore a Firenze. Non mi sembrava proprio il caso».

[Fonte Il Firenze]

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