De Magistris, la n'drangheta in Toscana? Sì, anche se qui è tutto più rileccato

image_pdfimage_print

Riceviamo da Marco Bazzichi e pubblichiamo.
Il link all’intervista video è sulla sinistra venendo da Piazza della Libertà, dopo pochi portoni si incontra la sede dell’Italia dei Valori. E’ una sede molto grande, al primo piano. Vi si accede da un cortile. Non ve ne sarete accorti perché da fuori non è dato sapere che quella è la sede teoricamente accessibile agli elettori e ai simpatizzanti di questa lista. Fatto sta che lì, una mattina, troviamo personificate le due realtà contraddittorie dell’Italia dei Valori: il candidato Luigi de Magistris e l’esimio Segretario Regionale. Non ci crederete, ma su una faccenda essenziale per quello che forse è l’unico partito anti-berlusconiano d’Italia, quale il piano casa, non la pensano proprio allo stesso modo. La pensano piuttosto agli antipodi: stesse dichiarazioni di principio, ma sul fatto che la rossa Toscana sia la prima e velocissima Regione ad abbracciare il provvedimento berlusconiano, traducendolo in legge regionale, riscontriamo una netta contrapposizione di idee. Luigi De Magistris è uno dei candidati di punta dell’Italia dei Valori alle prossime Europee. Ripulito di ogni inchiesta a suo carico, lui che nel settembre 2007 dovette subire l’onta del trasferimento decretato dal limpidissimo ministro della Giustizia Mastella, per la gestione del fascicolo “toghe lucane”, De Magistris ha rotto con l’esperienza di magistrato per passare a quella di politico. Legalità, questione morale, trasparenza: sono le parole d’ordine che, come scelta di partito, lo hanno tenuto lontano dal PD: “se guardiamo alle liste del PD, dove ci sono anche persone che io stimo, vedo i principali responsabili dello sfascio del centrosinistra nell’Italia Meridionale”. Quindi, per una Rita Borsellino che viene, ci sono “due assessori della giunta Bassolino” che si ripropongono: “è ovvio che c’è qualcosa che non va. Da un lato la sinistra ha disperso un patrimonio che era immenso, e dal’altro c’è una destra mai moderata e costretta al cesarismo di Berlusconi e alla xenofobia della Lega”. E la corruzione dentro il PD non riguarda solo la Campania, ma è generalizzata: “ovunque c’è gente colpevole non solo della conservazione, ma, peggio, del degrado morale, economico e politico dell’Aburzzo, come della Puglia o della Basilicata”.

E in Toscana?

“In Toscana, inutile nascondersi dietro un dito. Sappiamo bene delle infiltrazioni della ‘ndrangheta, ad esempio a Campi Bisenzio. Certo, qua è tutto più rileccato”.

Lei come mai si candida proprio alle Europee?

In Italia c’è questa tendenza di ritenere l’Europa come una cosa residuale. L’Europa oggi è fondamentale perché ci consente da un lato di rimanere in Europa e poi a preservare la Costituzione. Noi abbiamo perso in questi anni l’occasione straordinaria delle risorse europee e rischiamo di essere superati a breve dall’est Europa e dalla Grecia. Bisogna spezzare il legame perverso tra comitati d’affari, criminalità organizzata e soldi pubblici. Gran parte delle risorse europee non vengono neanche spese.

Riguardo ai fondi europei, le questioni sono due: quando vengono impiegati male, e quando non vengon impiegati proprio.

Allora, da una parte c’è colpa. Danno erariale, Corte dei conti, ecc. Ci sono burocrati che non sono in grado di proporre dei progetti che vadano bene all’Europa. E questa è la colpa. Poi c’è il dolo di chi continua ad arricchire i soliti, politicamente

Questione morale: negli enti locali, in Toscana, abbiamo avuto il caso eclatante di Castello, che ha colpito due assessori comunali e il capogruppo del PD, nonché, da più punti di vista, il sindaco uscente Domenici. La questione ha assunto una valenza nazionale, tanto più se si considera che da un filone dell’inchiesta, esattamente dalle intercettazioni telefoniche dell’architetto Casamonti, si è arrivati gli scheletri di albergo costruiti per il G8 alla Maddalena. Di fronte alla manifesta corruzione dei Comuni, la soluzione, secondo una vulgata sempre più diffusa e messa in pratica, è di togliere sostanzialmente il potere ai Comuni e di darne sempre di più alle Regioni. Abbiamo visto come l’ultima materia in ordine di tempo, l’edilizia, attraverso il piano casa, è stata abbracciata dalla Regione Toscana, che è la prima ad attuare e a tradurre in legge, logicamente regionale, il piano voluto da Berlusconi. Secondo lei, è vero questo? Ha senso dire che siccome i Comuni sono in balìa dei potentati locali, allora bisogna accentrare tutto in Regione?

Io non sono affatto d’accordo. Qua il problema è quello del rapporto tra etica e istituzioni. L’onestà dovrebbe essere la premessa della politica. Il Comune dovrebbe essere, anzi è, la parte più importante della democrazia, perché è quella che è più vicina al popolo. Quindi assolutamente non condivido questo percorso. Venendo in particolare al piano casa, io per esempio punterei più che a un piano-casa dove c’è un rischio fortissimo di corruzione, ma soprattutto, prendendo atto che la stragrande maggioranza degli edifici in Italia, soprattutto pubblici, non sono a norma, si crea un pericolo come è accaduto a Torino. Vi ricordate il soffitto della scuola? Io invece farei un grande piano nazionale. Se il problema deve essere quello di rimettere in moto l’economia, lo possiamo fare lo stesso con un grande intervento di ristrutturazione ediliza del Paese. Perché non investiamo per rimettere a norma le scuole? Ma voi sapete quante scuole sono a rischio? Ognuno di noi c’ha dei figli, la mattina li manda a scuola e si fa il segno della croce e dice: speriamo che non arriva un terremoto. Il terremoto che è accaduto in Abruzzo, se andiamo a vedere un terremoto di media intensità che non doveva fare neanche un ferito, invece noi contiamo 300 morti, perché c’è un problema di edilizia. Allora torniamo ai Comuni, perché i Comuni devono vigiliare sul direttore dei lavori, sull’impresa che metta cemento invece che sabbia. Perché non lo fa, ci chiediamo? Non lo fa perché spesso ci sono interessi nell’aggiudicare gli appalti e perché c’è la criminalità. Allora quando Berlusconi dice che non c’è nulla da fare contro il terremoto non vuol dire che non si può fare niente per evitare le vittime. E questo lo puoi fare non solo dal governo centrale, ma anche responsabilità a cascata: regioni, province e soprattutto comuni. Se le case vengono realizzate in modo conforme a legge, questo problema non sussiste. Ed ecco, a maggior ragione, l’importanza dei Comuni.

La Toscana, dove Rifondazione Comunista è in giunta, è la prima regione a tradurre in legge, regionale, il piano casa del Popolo delle Libertà…

Ma perché il discorso dell’edilizia purtroppo… noi dobbiamo passare da questo. L’edilizia è uno dei settori più a rischio di infiltrazione della criminalità organizzata. Questo non vuol dire che uno criminalizza l’edilizia. Però noi dobbiamo sapere che in Italia il cemento… vedete l’inchiesta della procura di Caltanisetta su uno della più grande aziende di cemento, gli inerti, le realizzazioni sono spesso, più o meno, in mano alla criminalità organizzata. Recentemente si è conclusa a Reggio Emilia, e qui non parliamo di Crotone o Catanzaro, un’enorme inchiesta, Edilpiovra, sulla condanna di una delle più potenti cosche del crotonese che gestiva tutta l’edilizia a Reggio Emilia. E come la gestiscono secondo voi? Cioè, la criminalità organizzata se ne fotte se poi cadono le case e muoiono i bambini, perché loro vogliono fare profitto, vogliono fare denaro e allora mettono la sabbia al posto del cemento. Qua non è solo il problema della criminalità organizzata, ma anche delle infiltrazioni. Se la politica non è collusa, non solo non permette le infiltrazioni, ma verifica sui cantieri. Tutte le più grandi disgrazie degli ultimi anni erano tecnicamente prevedibili ed evitabili. Non so se vi ricordate in Calabria a (Giarre di Soverata) i 16 disabili morti in un campeggio, per lo straripamento di un fiume. Avevano fatto costruire un campeggio sulla riva. Lì dicevano: “eh, che vuoi che succeda, quello è un fiumiciattolo piccolo piccolo”. Poi un estate la natura ha deciso di far piovere di più ed è successa una tragedia. Così come il terremoto dell’Abruzzo: è impensabile che le due strutture principali crollino. Quando c’è un terremoto non devono crollare l’ospedale e la prefettura. L’ospedale, realizzato in parte da Impregilo, è stato evacuato e la prefettura si è sbriciolata. Questo non deve accadere”.

Bene, De Magistris, tutto bene: peccato che c’è qualcuno, nella sua nuova casa dell’Italia dei Valori, che non condivide questa impostazione. E’ il segretario regionale del partito, Giuliano Fedeli: “Allora”, chiarisce il Segretario, “il piano l’ha fatto il Governo. Regione Toscana con la sua efficienza, ha recepito per prima il piano del Governo. Noi siamo tra i migliori a prendere i fondi europei e a spenderli. Tra tutte le regioni sia da un punto di vista sismico e delle scuole, siamo i migliori. Oggi purtroppo il governo ha deciso un aumento volumetrico. Ma questo non l’ha deciso Regione Toscana [ notare che l’IDV non ha nessun consigliere eletto in Regione ndr].”

Buon viaggio in Europa, caro De Magistris: attento però che non si tratti pure questo di un trasferimento..

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *