Danni TAV, sotto accusa anche Regione e Ministero

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Tredici condanne e tre assoluzioni nei confronti di dirigenti e dipendenti di Cavet. Ma soprattutto la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti, che dovrà valutare eventuali responsabilità per danno erariale a carico di Regione Toscana e Ministero dell’Ambiente. Sono le richieste del pm Gianni Tei al processo per i danni provocati alle falde idriche e ai torrenti del Mugello, dai cantieri per l’Alta velocità tra Firenze e Bologna. Secondo Tei, Regione e Ministero avrebbero la colpa di non aver controllato sui danni ambientali. L’Osservatorio Ambientale infatti, ha finito per funzionare solo come ”parafulmine”. Nei giorni scorsi il pm aveva anche stimato i danni: almeno 751 milioni di euro per 57 km di torrenti seccati, 24 km che hanno subito diminuzioni di portata, 37 sorgenti, 5 acquedotti e una trentina di pozzi rovinati. Quanto ai costi si è passati dai 5.810 miliardi di lire iniziali ai 4,8 miliardi di euro di oggi (oltre 9.200 miliardi di vecchie lire), con i lavori ancora da terminare. Il processo riprenderà il 17 aprile prossimo.

In allegato la requisitoria dei Pubblici Ministeri Tei e Monferini. Il testo è fedele all’originale, è stato migliorato qua e là l’italiano e tralasciato poche espressioni di commento. Si tratta della requisitoria così come viene esposta dai pm in aula. In questa parte della requisitoria, il Pm Gianni Tei spiega i seguenti punti.

1) Come e perché si è dovuto individuare gli imputati nei responsabili Cavet
2) Quali sono i danni all’acqua
3) Non c’erano più, già nel 1998-99, le condizioni per continuare, legalmente parlando, i lavori.

(a cura di Marco Bazzichi)

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