Danni Tav, ecco l’elenco dei responsabili (oltre Claudio Martini e Vannino Chiti)

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di Simone Innocenti

Sezione dell'Appennino Tosco-Emiliano
Sezione dell'Appennino Tosco-Emiliano

La costruzione delle gallerie del­la Tav ha prodotto effetti devastan­ti per l’ambiente: la dispersione di centocinquanta miliardi di litri di acqua, la scomparsa di 70 sorgenti e 38 pozzi, la diminuizione della portata di 20 fiumi e l’esiccamen­to di 5 acquedotti. Un danno am­bientale che i finanzieri del nucleo di polizia tributaria hanno quanti­ficato in 741 milioni e 279 mila eu­ro e che ha fatto scattare ottanta segnalazioni da parte della Corte dei Conti.

Il materiale raccolto dalla Guar­dia di Finanza è poderoso. E l’anali­si delle carte acquisite alla Procura di Firenze, dove si è indagato sul consorzio Cavet, ma anche negli uffici della Regione Toscana, del Comune di Firenze e di diverse am­ministrazioni comunali in provin­cia, ha «partorito» un’informativa in cui si ricostruiscono fatti e re­sponsabilità.

Sotto inchiesta, oltre all’attuale governatore Claudio Martini ed a l’ex presidente della Regione Van­nino Chiti (ora vice presidente del Senato) sono così finiti diversi po­litici della giunta regionale di due legislature, quella del 1990-1995 e quella del 1995-2000, compresi l’ex presidente alla Provincia e at­tuale deputato Michele Ventura, l’ex vicepresidente Marialina Mar­cucci, l’ex sindaco di Pisa Paolo Fontanelli (attuale responsabile enti locali del Pd) e, tra gli altri, Si­mone Siliani, che recentemente ha perso le primarie contro An­drea Manciulli per la segreteria re­gionale del Pd. Quattro i consiglieri della Com­missione Ambiente del Consiglio regionale finiti al centro degli accertamenti: tra di loro spunta il no­me dell’ex presidente dell’aeropor­to di Peretola, Riccardo Bicchi . È invece lunghissima la lista dei membri della Commissione mini­steriale Valutazione Impatto Am­bientale (Via) che hanno dato due pareri ritenuti sospesi: tra di loro anche il nome di Costanza Pera, attualmente provveditore interre­gionale alle opere pubbliche per la Toscana e l’Umbria ed ex capo di gabinetto del Ministero dell’Am­biente e del Ministero dei Lavori pubblici. Sotto la lente d’ingrandi­mento dei finanzieri sono finiti an­che i lavori della variante Firen­ze- Castello: cinque componenti del «Gruppo di lavoro Via», tra cui la presidente Maria Rosa Vittadi­ni, sono ritenuti responsabili del danno erariale.

Negli accertamenti della Finan­za si fa riferimento alle critiche sui pareri espressi dalle Commissioni da parte del professor Mario Si­gnorino, ma anche allo studio inti­tolato «La gestione dei rischi am­bientali connesse alle grandi ope­re. Il caso dell’Alta Velocità in To­scana ». Studio commissionato, ironia della sorte, proprio dalla stessa giunta regionale nel 2003. E agli atti dell’inchiesta finiscono carte fondamentali: il parere nega­tivo espresso dal Ministero del­l’Ambiente nel 1993, tutti i pareri negativi (corredati da consulenze tecniche) espressi dai Comuni in­teressati dai lavori e perfino il pa­rere negativo del Consiag e quello della Comunità del Mugello. Risul­tato? Si va avanti, tanto che il Gruppo interdipartimentale della giunta regionale — presente tra gli altri l’ex dirigente del Diparti­mento trasporti della Regione To­scana ed ex assessore comunale Gianni Biagi, indagato per corru­zione nell’ambito dell’indagine su Castello — di fronte a una propo­sta delle Ferrovie, esprime l’opi­nione che la giunta presenti una proposta di parere al Consiglio re­gionale «lavorando come se fosse una procedura di Via». E dunque si va dritti, senza tener conto del parere del gruppo di lavoro e nep­pure quello degli altri Comuni, co­me accertano i finanzieri.

Tutti gli approfondimenti relati­vi agli «aspetti di interferenze con le falde acquifere» vengono, di fat­to, rimandati. E a nulla serve nep­pure un organo di controllo, inte­ramente finanziato da Tav e che il pm Gianni Tei nella sua requisito­ria durante il processo di primo grado definisce «un gruppo di fi­losofi».

[Fonte Corriere Fiorentino]

0 Comments

  1. roberto

    Altro che gruppo di filosofi! Mi fa estremamente piacere verificare che fra i nomi dei sospetti ci sono personaggi dei quali ho da sempre sospettato.
    Il sospetto nei confronti di costoro mi è nato per istinto , li ho valutati a naso, basandomi sui loro interventi, quando venivano invitati a partecipare a trasmissioni televisive o radiofoniche, tipo “Ambiente Italia”, sull’argomento che alcuni anni fa era particolarmente dibattuto e cioè la “penetrazione” della TAV nei visceri della nostra terra e nei nostri intestini.
    Particolare repulsione ho provato a suo tempo nei confronti della Signora Costanza Pera, che ho trovato fosse particolarmente accanita ed intransigente, per essere una dipendente del ministero dell’Ambiente, ma altri personaggi come il notabile Gianni Biagi, che al momento sembra sia stato congelato, non mi hanno suscitato impressione migliore e mi fa piacere ripeto vedere che molti nodi prima o poi vengono al pettine.

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