Dalla mucca alla tavola

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Cresce in Italia la voglia di latte crudo. E così aumentano i Comuni che decidono di ospitare distributori automatici di questo buon prodotto, come la birra. I distributori elencati dal sito Milk Maps (www.milkmaps.com) sono ormai più di 600!
La Toscana non fa eccezione: distributori di latte ci sono in Garfagnana, a Montevarchi e, da poco, nel Comune virtuoso per eccellenza, Capannori.
Ma quali sono i motivi che spingono a installare queste “mucche elettroniche pubbliche”?
Beh, intanto c’è la volontà di far conoscere e gustare un prodotto di alta valenza nutrizionale come il latte crudo, ovvero il latte di mucca appena munto, intero e non trattato, molto più “ricco” del latte pastorizzato e lavorato che troviamo in negozi e supermercati.
Poi, dato che questi distributori, per legge, vengono riforniti da produttori di latte della Provincia, si incentiva la cosiddetta “filiera corta”, ovvero l’economia del territorio; con vantaggi per le piccole aziende locali, benefici ambientali (meno trasporti inquinanti e meno contenitori che diventeranno rifiuti da gestire), nonché vantaggi per i bevitori di latte che, grazie alla riduzione della catena distributiva, acquistano latte di alta qualità ad un prezzo inferiore (il latte ai distributori di solito costa 1 euro al litro, quindi il risparmio è di circa 30-50 centesimi).
Per questi motivi, tra i GAS fiorentini e non solo stanno girando raccolte firme per richiedere al sindaco Domenici di far posizionare uno o più distributori anche a Firenze.

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