Dalla giungla urbana ai baobab della laguna

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Stefano non è il solo “emigrato in Africa”. Anche sua moglie Vania si è sentita trasformata dalla vacanza in Senegal: “Come per Stefano, si è trattato per me della scoperta di una visione del mondo e di un modo di vita più affine al mio sentire”. E senza rimpianti ha lasciato il lavoro: “Nel contesto professionale dove lavoravo, il commerciale della Benetton, vigeva la regola della competitività tra colleghi per aumentare la produttività, e i libri di marketing insegnavano che la disgregazione era fondamentale per poter controllare e comandare. Puoi immaginare la sterilità dei rapporti tra le persone, ma anche la forte insoddisfazione generale”.
Adesso Vania ha intrapreso una nuova attività: si dedica al turismo responsabile. “Spesso l’industria del turismo provoca gravi danni, non solo da un punto di vista paesaggistico costruendo orribili alberghi in luoghi stupendi, ma anche sul piano sociale disgregando le comunità locali ed imponendo un’economia di dipendenza. Il nostro obiettivo è proporre un’alternativa a questo scempio. Grazie allo stretto rapporto di amicizia che mi lega ai molti africani incontrati nel corso della nostra esperienza, ho deciso di realizzare alcune proposte di viaggio”.
Gli itinerari suggeriti da Vania sono estremamente fascinosi. Un esempio? “(…) Somone, a 80 km a sud di Dakar, lungo il 15° parallelo, tra il tropico del Cancro e l’Equatore; è un piccolo villaggio di qualche centinaio di abitanti, la maggior parte dei quali è dedita alla pesca, all’agricoltura e all’artigianato. Situata tra il blu dell’oceano e le mille sfumature di ocra, rosso e verde della terra – cui appartengono i campi di miglio, grano e le centinaia di secolari baobab -, Somone è un luogo dove poter trascorrere una vacanza insieme a chi vi abita e dove le bellezze naturali si trovano a ‘portata di passeggiata’: come la sua splendida laguna di mare, contornata da mangrovie e costellata da isolotti di conchiglie, diventata dimora di molti pellicani, cicogne e altre svariate specie di uccelli acquatici. In questo scenario i viaggiatori potranno partecipare alle attività artistiche di Music Rekk, assistendo ad esempio alle registrazioni di nuove produzioni in loco, o interagendo con gli artisti (musicisti e ballerini) di etnia o provenienza diverse con cui collabora. Inoltre potranno scegliere itinerari musicali, accompagnati da guide esperte, sulle tracce di artisti scoperti da Music Rekk”.
Potrete così alloggiare nelle capanne dei musicisti, mangiare insieme a loro gustosi piatti a base di pesce e, se ne avrete voglia, imparare a danzare e suonare le percussioni realizzando nuove amicizie.
Per informazioni:
Cooperativa La Tortuga tel. 049/651865 www.latortuga.net

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