Dal Distretto 42 riparte la resistenza pisana

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Nella mattinata di sabato 17 gennaio, in via Giordano Bruno, il Municipio dei Beni Comuni ha organizzato una conferenza stampa molto partecipata. In questi dieci mesi dallo sgombero del Distretto 42, quegli spazi sono tornati nel silenzio e nell’abbandono, preda di appetiti speculativi: “Noi immaginiamo e vogliamo realizzare un altro futuro: riformulare Pisa, ridare forma e contenuto al Distretto 42 – dicono gli attivisti – Il Progetto Caserme, così com’era stato concepito dall’amministrazione comunale in tutti questi anni, è defunto, perciò la conclusione da trarre è una soltanto: il Distretto 42 deve essere riaperto, a breve e senza eccezioni”.

di Francesco Biagi del Municipio dei Beni Comuni di Pisa per l’Altracittà 

È stata annunciata, con una conferenza stampa trasformatasi in seguito quasi in un presidio, una campagna di partecipazione, ascolto e progettazione collettiva per la riapertura dell’ex distretto militare con uno slogan chiarificatore: “Di’ x Dì = 42. Moltiplica lo spazio comune”. Un nuovo esperimento sociale che nella sua anomalia provi a essere concreta applicazione dei principi costituzionali, a partire dall’articolo 42, che dia corpo alle campagne condotte in questi anni di recupero, riqualificazione e riutilizzo del patrimonio comune. Il Municipio dei Beni Comuni desidera intraprendere una campagna che abbia un obiettivo chiaro, una pratica condivisa da tutte e tutti, ovvero riaprire e restituire alla città gli immobili e l’enorme parco naturale dell’ex caserma Curtatone e Montanara attraverso un percorso di progettualità partecipata con la cittadinanza del quartiere.

Vogliamo però ripercorrere un po’ di storia. Dopo lo sgombero coatto eseguito fra il giorno di Pasquetta e il 25 aprile dello scorso anno quello spazio è ancora vuoto. Il Comune aveva il compito (nella figura dell’assessore Dario Danti) di convocare un tavolo con l’Agenzia del demanio e il Municipio dei Beni Comuni, ma fin’ora, di questa mediazione, non vi è traccia. Il demanio era disponibile a seguire le direttive della legge sul “federalismo demaniale” e quindi a cedere lo spazio dell’ex distretto militare Curtatone e Montana al Municipio dei Beni Comuni per un immediato riutilizzo sociale senza fini di lucro. Tale disponibilità era anche confermata dall’immobilità del ministero della Difesa che non ha mai preso reale possesso del bene, pur reclamando il cosiddetto “Progetto Caserme” ovvero la vendita di tre caserme (la Artale, la Bechi-Luserna e appunto il Distretto 42) interne alla città di Pisa, per poi costruirne una molto grande nella periferia.

Il documento politico che lancia il nuovo anno di vertenze e battaglie del Municipio dei Beni Comuni di Pisa

 

È di pochi giorni fa invece, l’annuncio della chiusura della base militare statunitense di Camp Derby (Fra Pisa e Livorno) e l’assessore Zambito ha dichiarato immediatamente di voler trasferire lì tutte le caserme presenti nella città di Pisa, di fatto riproiettando il “Progetto caserme” all’interno dell’area di Camp Derby. Stando così le cose, sorge un forte dubbio: che fare delle caserme abbandonate e di quelle ora attive che verranno dismesse? Anziché progettare la costruzione di caserme per il Ministero della Difesa perché non si pensa ad un riutilizzo sociale e pacifico di quell’area, la quale è parte dei tanti ettari del Parco di San Rossore?

“E’ necessario – sostiene il Municipio dei Beni Comuni – riaprire una grande discussione pubblica e partecipata sul riutilizzo civile di queste enormi spazi, mentre c’è chi vorrebbe o recintarli o metterli nelle mani di costruttori e immobiliaristi”. Inoltre, è stato abbandonato anche il territorio di spiaggia utilizzato dall’esercito statunitense a Tirrenia. Il recente dibattito sul futuro del suo riutilizzo preoccupa non poco, viste le reazioni contrarie alla proposta avanzata dal Circolo di Legambiente di Pisa affinché quella spiaggia torni libera, a fronte di una costa che è ormai quasi completamente privatizzata.

Il primo passaggio della campagna sarà quello del 31 gennaio e il 1 febbraio, due giornate in cui lanceremo un appello e un invito alla cittadinanza, alle associazioni e a tutte e tutti coloro che sono interessati a incontrarci e incontrarsi nei numerosi centri aggregativi del quartiere San Martino – dal cinema Arsenale alla sede di Imago, dal Circolo Agorà al Cantiere San Bernardo fino alla bottega di Libera – per scegliere insieme un percorso condiviso che riconsegni alla città gli spazi del Distretto 42: “L’obiettivo è moltiplicare la liberazione degli spazi – ci spiegano – a partire dall’ex Caserma ‘Curtatone e Montanara’, che finalmente tornerà a essere il cuore verde di un quartiere, un luogo di incontro e di accoglienza. Ogni giorno, a partire da oggi, dobbiamo diffondere il nostro intento: riaprire il Distretto 42 e renderlo più vivo, più forte di prima. Non si tratta di opzioni, ma di scelte imprescindibili. Le stesse che hanno in sé la forza di diventare materia, di farsi vita che pulsa e che si ribella.”

 

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