Dal Comitato: "Le false novità del Piano Interprovinciale Rifiuti Ato Centro"

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Le false novità del Piano Interprovinciale Rifiuti Ato Centro

Il piano interprovinciale rifiuti Ato Centro (comprendente l’area Firenze-Prato-Pistoia-Empoli), appena presentato, perché, nonostante un timido e tardivo tentativo di adeguamento allo spirito del tempo in materia di raccolte differenziate e di buone pratiche, ripropone ancora un modello vecchio di sviluppo socioeconomico in cui c’è sempre alla fine l’incenerimento, pratica inutile e dannosa per salute e per l’ambiente e che incentiva lo spreco di materie prime, sempre più scarse, e di fonti energetiche non rinnovabili.

Questo piano viola le disposizioni della direttiva comunitaria 2008/98 che ridefinisce, innovandola, la gerarchia delle azioni per la gestione dei rifiuti ponendo la soluzione della combustione-incenerimento e altri metodi di distruzione termica come ultima e solo residuale.

Il piano interprovinciale Ato Toscana Centro e’ pertanto fuorilegge, anche considerando che la direttiva 2008/98 è stata recepita dalla normativa nazionale.

Nel testo presentato gli inceneritori, per confondere le idee e nascondere la realtà, vengono addirittura ribattezzati, bruciato il termine di fantasia ‘termovalorizzatore’, impianti termic,i quelli di Selvapiana e Case Passerini, e termoutilizzatore quello di Montale, che si vorrebbe addirittura raddoppiare, nonostante sia da anni sotto inchiesta per gli sforamenti delle emissioni e per la contaminazione delle matrici biologiche. Come se bastasse cambiare nome per rendere accettabili le diossine, il particolato ultrafine, i metalli pesanti emessi dagli inceneritori e le ceneri tossiche da inviare in discariche speciali.

Nello schema di piano presentato, è evidente una sorta di schizofrenia: da una parte si dice di voler minimizzare il ricorso alle discariche, dall’altra si insiste con gli inceneritori, che, come è noto, mandano in discarica circa un terzo di quanto immesso nei loro forni fra ceneri( ci sono anche quelle contenenti diossine che quindi devono essere mandate in discariche speciali) e scorie tossiche.
Come sostiene l’AIOM,Associazione Italiana di Oncologia Medica-Progetto Ambiente e Tumori-2011: “L’incenerimento non risolve il problema dei rifiuti, sia perchè lo sposta in atmosfera e in discarica dove vengono conferiti i residui tossici della combustione e della depurazione dei fumi, sia soprattutto perché confligge con la riduzione dei rifiuti ed il riciclo dei materiali, in quanto una volta che questi impianti molto costosi sono stati costruiti, i gestori necessitano di una fonte continua di rifiuti per alimentarli.
È assolutamente raccomandabile pertanto che, in sostituzione della combustione, vengano implementate pratiche quali riduzione, recupero e riciclo: ciò darebbe un sostanziale contributo alla prevenzione primaria e ad un corretto utilizzo delle risorse”.

Da quanto messo in evidenza risulta che la prima, urgente e indifferibile azione da compiere, e’ la chiusura immediata per danni sanitari, economici e territoriali dell’inceneritore di Montale, unitamente a quello di Selvapiana, a cui deve far seguito una sinergia di azioni politiche e pratiche realmente innovative che portino progressivamente all’abbandono della combustione e quindi dei nuovi impianti previsti, a cominciare da quello di Case Passerini.

Si deve, dunque, procedere verso la costituzione di centri per il riutilizzo e il riciclaggio a seguito di una diffusa e efficace raccolta differenziata e della diversificazione tra i rifiuti speciali, compresi gli ospedalieri, e quelli urbani la cui assimilazione è la vera ragione della abnorme quantità dei rifiuti.

Come coordinamento dei comitati e delle associazioni attivi in Ato Toscana Centro presenteremo in tempi stretti un piano alternativo che abbiamo elaborato in sintonia con la direttiva europea, con le buone pratiche e con i saperi e le competenze che abbiamo costruito e sviluppato in questi anni di conflitto e di proposte progettuali.

Coordinamento dei comitati Ato Toscana Centro

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