24 settembre 2018

Da Bolivar a Chavez

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Simon Bolivar (1783 1830) fu uno degli artefici dell’indipendenza
dell’America meridionale dal dominio spagnolo. Il suo progetto era quello di
creare un’unità economica e politica di tutti i paesi latinoamericani.
Questa prospettiva è oggi reinterpretata dalla coalizione di forze popolari
che sostengono il Presidente Hugo Chavez.
Il movimento bolivariano si sviluppò a partire dalla rivolta del 1989 contro
l’aumento della benzina che provocò una violenta repressione con migliaia di
morti. Alcuni militari, tra cui Chavez, in questa occasione si rifiutarono di
sparare sulla folla.
Da allora gli ufficiali ribelli hanno portato avanti un programma di riforme
radicali vincendo a più riprese le elezioni e articolando il “processo
bolivariano”: integrazione economico politica per l’America Latina, sviluppo
delle comunità di base, riforma agraria ecc. In pratica una ripresa del
progetto di Bolivar, rivolto però, invece che contro il colonialismo spagnolo,
contro il neocolonialismo delle multinazionali.
L’11 aprile del 2002 sull’onda di una campagna mediatica ben orchestrata vi fu
un tentativo di colpo di stato. Chavez fu deposto e il nuovo governo
immediatamente riconosciuto dall’amministrazione USA.
Poche ore dopo una grande mobilitazione popolare riportava il Presidente al
suo posto.

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