Da Piazza Fontana a oggi, troppi segreti e poca giustizia

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Riceviamo e pubblichiamo

12 DICEMBRE 1969 – 12 DICEMBRE 2011

Perché non muoia la memoria.
(dedicato in particolare a coloro che non ricordano, a coloro che hanno rimosso, a coloro che erano troppo piccoli e a coloro che non erano ancora nati e che sicuramente non lo hanno trovato sui libri di scuola)

12 Dicembre 1969, alle ore 16,37 a Milano nella Filiale della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana esplode un ordigno di 7 chili di tritolo racchiuso in una cassetta di ferro contenuta in una borsa di pelle, uccidendo 16 inermi clienti della banca e ferendone quasi 100.

15 Dicembre 1969, un mite ferroviere di 41 anni di nome Giuseppe Pinelli colpevole solo di essere anarchico, muore “suicidato” cadendo non si sa come dal quarto piano della Questura di Milano.

Era l’inizio di una torbida stagione chiamata strategia della tensione o “strage di stato”, che ha visto anche negli anni successivi (da piazza della Loggia, all’Italicus, alla strage di Bologna, ad Ustica, ecc.) pezzi dello stato, servizi segreti deviati, logge coperte e neo fascisti riempire il nostro paese del sangue di centinaia di vittime innocenti.

Una strategia della tensione che mirava a sconfiggere e respingere indietro quel movimento di lotta dei lavoratori che in quella stagione che va sotto il nome di “autunno caldo” aveva dopo anni di dominio padronale, rialzato la testa e portato i lavoratori alla conquista delle 40 ore, del punto unico di scala mobile, all’abolizione delle gabbie salariali, alla riforma della legge sulle  pensioni, all’ingresso della democrazia nelle fabbriche dopo l’era Valletta ed infine alla grande conquista sancita dalla nascita della Legge 300 LO STATUTO DEI LAVORATORI.

Quello stesso Statuto che oggi in nome del cosiddetto modernismo che trova spazio e sponde in entrambi gli schieramenti politici, si vuole abolire: l’approvazione del collegato lavoro, la firma dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, ne rappresentano un ulteriore passo, per rendere “finalmente” libero il licenziamento senza giusta causa, e per poter ulteriormente precarizzare e rendere flessibile quel lavoro che ormai per molti versi diventa ogni giorno anche più pericoloso.

12 Dicembre 2011: nonostante siano trascorsi 42 anni, molti degli autori, mandanti e protettori di quei crimini (escluso chi è scomparso per età) girano tranquilli per il mondo, qualcuno è in Giappone, qualcuno forse si gode la pensione di parlamentare, qualche altro quella di funzionario dello stato a riposo, qualcuno infine forse siede ancora a qualche titolo nel nostro Parlamento.

In questi quarantadue anni, nel nostro paese, si sono succeduti Governi di Centro-sinistra e di Centro-destra, ma siamo ancora in attesa che qualcuno abbia il coraggio di aprire gli armadi della vergogna!

U.S.B. Unione Sindacale di Base – Firenze

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