Da Natale senza una casa l'indiano bruciato a Nettuno

image_pdfimage_print

da Redattore Sociale

Navtej Singh Sidho, a cui tre ragazzi italiani diedero fuoco mentre dormiva, sarà dimesso il 24 dicembre, ma è in carrozzina e non ha casa. La comunità Sikh di Roma chiede aiuto: “Abbiamo bisogno del sostegno dell’amministrazione”
ROMA – Sarà dimesso il 24 dicembre Navtej Singh Sidho, il senza tetto indiano cui il 31 gennaio, tre ragazzi italiani diedero fuoco mentre dormiva nella stazione di Nettuno. Ma dopo la sfida della sopravvivenza (aveva solo il 40% di possibilità di farcela secondo i medici), lo aspettano, ancor più difficili da risolvere, i problemi che lo assillavano prima: mancanza di una casa e di un lavoro. Perchè alle promesse fatte durante il periodo di commozione e attenzione mediatica, dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta, che gli avevano assicurato un alloggio, e dal presidente del Senato Renato Schifani, che gli aveva promesso un lavoro, non è seguito alcun gesto concreto. Lo denuncia Balray Singh, rappresentante della comunità Sikh di Roma e membro della consulta religiosa della Capitale, alla vigilia delle dimissione del trentaquattrenne indiano dall’ospedale specializzato in riabilitazione da ustioni di Telese Terme.

“I medici hanno fatto davvero un grande lavoro, lo hanno trattato molto bene in questi mesi, ma ora noi della comunità indiana non sappiamo proprio come fare, perché questo ragazzo è ancora molto debole, soprattutto sulle gambe, dove non ha più carne e perché possa alzarsi dalla sedia a rotelle dovranno passare almeno altri sei mesi”, dice Singh. “Abbiamo continuato a chiedere quanto ci era stato promesso, ma senza avere risposte – aggiunge – soprattutto all’assessore ai Servizi sociali di Nettuno, Domenico Cianfriglia, che continua a rassicurarci, ma non va oltre le parole”. Rispetto alla possibilità di lavorare per il giovane indiano, Singh è scettico: “Navtej ancora non può camminare, potrebbe fare solo un lavoro sedentario e tranquillo, o dovrebbe fare una formazione specifica”. Per quanto riguarda l’assistenza di cui il ragazzo avrà bisogno, invece rassicura: “Potremmo occuparcene noi, o potrà venire una sua parente dall’India, ma per quanto riguarda l’alloggio – insiste – abbiamo davvero bisogno del sostegno dell’amministrazione pubblica. Oggi proverò di nuovo a parlare con l’assessore di Nettuno”.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *