Cure Antifasciste, per una città aperta

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di Sonia Pinto

Non solo di arte e turisti vive Firenze. La città è più complessa di questo. C’è una varietà di movimenti, di persone che si danno da fare per i loro ideali, come il gruppo “Cure Antifasciste”. Una decina di giovani che mettono insieme le forze con un desiderio in comune: riqualificare il quartiere Le Cure. Tutti loro abitano alle Cure, in due grandi case, ma solo Benedetta, un’educatrice di 23 anni, è di Firenze. Gli altri vengono da diverse città d’Italia, come Pier Paolo, 28 anni, restauratore, che è di Livorno. Sono loro due, Pier Paolo e Benedetta, a spiegarci che il gruppo “Cure Antifasciste” è nato nel novembre 2008, quando Licio Gelli – fondatore dell’organizzazione massonica segreta “P2”, coinvolta in molti scandali come il fallimento del Banco Ambrosiano, e per questo condannato a 12 anni di carcere – venne invitato da una televisione locale a parlare al pubblico del suo piano di rinascita democratica.
Furono allora organizzate proteste contro questa trasmissione e poi si decise di continuare, per lottare contro gli ideali fascisti, ma anche contro l’intolleranza e la paura del diverso.
“Cure Antifasciste” è un movimento auto-organizzato e auto-finanziato, che ha come obiettivo primario informare e sensibilizzare la cittadinanza sui problemi della società come il razzismo e l’indifferenza  per gli altri. A questo scopo organizzano incontri, proteste e attività all’aperto dove tutti possono partecipare. Per esempio la prima domenica di ogni mese fanno un mercatino del baratto nella piazza delle Cure.
Una delle principali preoccupazioni di questo movimento riguarda le condizioni di vita delle persone che abitano in edifici occupati,  come ad esempio nel quartiere l’ex ospedale Meyer. La maggior parte degli occupanti sono rifugiati dalla Somalia che sono scappati dalla guerra e chiedono asilo in Italia. “Cure Antifasciste” si è impegnato nella costruzione di una biblioteca per la scuola auto-gestita d’italiano e organizza incontri, aperitivi e musica nell’edificio occupato in via Luca Giordano.
Per saperne di più si può leggere il blog http://cureantifasciste.blogspot.
com/ o scrivere a cureantifasciste@gmail.com.

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