Cruccolini va in trasferta per sentire gli aeroplani

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Potenziare la capacità di trasporto passeggeri del Vespucci o migliorare i collegamenti con Pisa e cercare di “fare sistema”, ripristinando le condizioni di sostenibilità per il territorio e gli abitanti? Pista parallela o pista obliqua?
L’affaire Peretola è ancora lontano da una soluzione pacifica e condivisa dalle parti in gioco e, a mancare, è proprio una chiara scelta “strategica” di fondo.
Per qualche giorno Eros Cruccolini, presidente del Consiglio comunale, ha scelto come sede dei suoi incontri istituzionali la scuola media Paolo Uccello, a Quaracchi. Mi riceve in un’auletta deserta (le vacanze sono iniziate da un po’), mi tende la mano da dietro un banchino e mi fa accomodare in una seggiolina che mi riporta con la memoria a diversi anni fa. Mi spiega che ha scelto la Paolo Uccello perché è “la scuola più esposta al rumore degli aerei” che atterrano a Peretola. Un modo per “sensibilizzare” le persone al problema – soprattutto se si pensa che normalmente in quelle aule si cerca di fare lezione interrotti dal frastuono degli aerei -, ma anche per “uscire dal palazzo ed entrare dentro al problema, per dare ascolto alle esigenze dei cittadini”.
Ha incontrato anche molti residenti di Quaracchi, Brozzi, Peretola. Raccontano tutti dell’intensificarsi dei voli, negli ultimi due anni, e quindi anche del rumore assordante ad ogni passaggio di aereo. Lamentano il continuo sforamento dell’orario di agibilità (6.30-23) da parte di “voli fantasma” nelle ore notturne e ricordano come il problema non sia solo il rumore ma anche l’inquinamento atmosferico prodotto dagli aerei.
Cruccolini racconta che diversi consiglieri della “sinistra alternativa” hanno presentato, pochi giorni fa, una mozione in consiglio comunale, che sarà “argomento di dibattito” con le altre forze politiche. La mozione pone al centro il problema del sistema di monitoraggio acustico collegato alle tracce radar per valutare il rispetto del limite di 55 dB, limite che secondo l’Arpat viene sforato ripetutamente, soprattutto nei centri abitati.
“Il problema è che l’ENAC non consegna le tracce dei radar”, mi spiegano dai comitati spontanei di Brozzi-Le Piagge, “e senza quelle né ADF, la società dell’Aeroporto di Firenze, né l’Arpat possono individuare i voli fuori rotta e fare applicare le sanzioni di legge”. Per farmi capire di cosa si tratta, il presidente mi fa notare che alcuni aerei sono più rumorosi degli altri: non tutti rispettano le rotte concordate. Solo una cosa è del tutto chiara. Che i disagi per i residenti rimangono e che nessuno ha fornito risposte concrete, tanto che l’unica soluzione sarebbe quella del contingentamento dei voli (non più di 80 al giorno). Nessuno sa con certezza quale sarà il futuro dell’aeroporto. Di sicuro però il tema è strettamente legato al dibattito sui progetti nel resto della Piana (stadio, parco).
Intanto il 25 luglio esponenti della Giunta e del Consiglio, tra cui lo stesso Cruccolini, incontreranno a Roma i rappresentanti di Enac e Enav per discutere di radar, rotte, angoli di decollo e atterraggio, e tutto ciò che è relativo al problema del rumore, nel tentativo di trovare soluzioni condivise.
I giochi sono ancora aperti. Staremo a vedere.

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