Cronache dal luogo 85: su via Gioberti pedonale i commercianti non mollano

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Sara Capolungo per l’Altracittà

Alle 21 del 28 settembre la piccola sala del consiglio di quartiere a villa Arrivabene, in piazza Alberti, è affollatissima. Non è una sera come le altre: è finalmente scattata l’ora dei 100 luoghi. Incuriositi, i fiorentini hanno risposto numerosi alle assemblee partecipative per ripensare altrettanti luoghi della città. E fiduciosi di essere realmente ascoltati. L’incontro di piazza Alberti inizia con la presentazione, da parte di un ingegnere comunale, dei progetti di riqualificazione della piazza e delle proposte di incentivazione dell’uso del parcheggio. Una struttura, quella del parcheggio, costata moltissimo e non priva di ombre giudiziarie, e che non ha mai goduto di troppo apprezzamento da parte dei fiorentini. L’assemblea si vivacizza, e gli animi si infervorano, quando l’attenzione si sposta su un problema cruciale nel quartiere 2, ovvero via Gioberti e la sua possibile riqualificazione. Non poteva essere altrimenti: via Gioberti è conosciuta, infatti, come la via delle cento botteghe ma anche, secondo la discutibile terminologia in voga da qualche anno, come centro commerciale naturale. Una strada, insomma, che produce un bel giro d’affari. Ma che soffre costantemente di ingorghi di auto, soste selvagge e inquinamento dell’aria. L’idea di riqualificare la strada, o addirittura pedonalizzarla, arriva da molto lontano. Le prime proposte risalgono, infatti, al 2000, quando ci fu una serie di incontri tra l’allora vicesindaco Matulli, della giunta Domenici, e i residenti e commercianti della strada, al fine di raggiungere un accordo sulla pedonalizzazione. Ma quell’accordo è ancora lontano.

Durante la serata viene rispolverato un progetto di tre anni fa, quello dell’architetto Francesco Alberti, confuso tra i partecipanti, che prevede l’allargamento dei marciapiedi, la loro pavimentazione in pietra, nonché la sistemazione di una quota di posti auto, ridotta rispetto all’attuale. Ma anche una sperimentazione della pedonalizzazione durante i fine settimana e della cosiddetta “zona 30” negli altri giorni. Ossia, un sistema di limitazione della velocità delle auto (massimo 30 km/h) per dissuadere il traffico di scorrimento e favorire, così, lo spostamento dei pedoni. Alla parola “pedonalizzazione”, però, c’è una generale levata di scudi dei commercianti, presenti in gran numero all’assemblea. Il presidente del “Comitato delle Cento Botteghe”, Massimo Galanti, sbotta: “Sembra sempre che il problema del quartiere sia solo via Gioberti. Se c’è traffico” – continua – “questo può essere risolto chiamando i vigili. Questa è una strada commerciale che funziona, pedonalizzarla significa il suicidio”. Un altro commerciante incalza: “Se si pedonalizza, metà delle attività chiuderanno. Inoltre, se vogliamo parlare di riqualificazione” – prosegue – “ e quindi di lotta al degrado, bisognerebbe prima di tutto allontanare i venditori ambulanti e gli zingari dai marciapiedi”. Duole dirlo, ma molti commercianti sembrano d’accordo con il collega.

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E i residenti? In realtà solo in pochi sono presenti. Ma nettamente contrariati dalle affermazioni dei “bottegai”. “Il degrado se c’è, è soprattutto culturale” – controbatte Luca, giovane residente – “perché non possiamo pensare una strada, o una città, solo in termini di fatturato. La qualità della vita, ad esempio, dove la mettiamo?” – domanda – “Io non posso neanche aprire le finestre perché c’è perennemente il serpentone di auto in cerca di parcheggio”. Insomma, meglio non respirare a pieni polmoni. Infatti, secondo la classifica di Legambiente, che ha messo a confronto i livelli di polveri sottili nelle principali città italiane, Firenze ha già ampiamente superato la soglia annuale di pericolo. E la centralina di rilevamento è a due passi da via Gioberti.

Al termine dell’assemblea alcune persone si avvicinano a Luca, promotore anche di un blog per una via Gioberti “sostenibile”. Sono dei cittadini stanchi di una strada presa d’assalto dalle auto e dallo smog, che per questo hanno deciso di non frequentarla più e non fare acquisti nei negozi della via. Una giovane mamma dice: “Io amo questa strada, ma è impossibile camminare, il marciapiedi è stretto e non passo con la carrozzina”. Le fa eco un nonno: “Come si fa a fare una passeggiata tranquilli con i propri nipoti, con una strada congestionata dal traffico? È pericoloso e insalubre”. Ma non è solo un problema per le famiglie. Una ragazza afferma: “Con tutta la confusione che c’è, tra auto, motorini e marciapiedi stretti, mi stanco e vado a fare acquisti in centro. Almeno li posso camminare tranquilla”. In effetti, qui il problema del traffico non si può risolvere solo chiamando i vigili. È un problema di vivibilità dei residenti che si sentono schiacciati dagli interessi dei commercianti che, sulla bilancia elettorale, sanno evidentemente come esercitare il proprio peso. Ma è anche frutto di una miopia culturale, secondo la quale, per spostarsi, è sempre necessario l’uso del mezzo privato. Nella società del consumo, torniamo ogni tanto a consumare le suole delle scarpe. Può risultare anche più salutare.

0 Comments

  1. Francesco

    Salve a tutti.
    Non capisco proprio cosa avete contro le macchine in Via Gioberti.
    Cosa c’è di più bello di essere svegliati la mattina alle 6.00 (o anche nel profondo della notte) da qualcuno che suona il clacson, magari perché un ciclista o un pedone si trovano ad attraversare la strada (dico io: ma che ci fate a giro a quell’ora). O ancora uscire la mattina alle 8 e trovarsi già immersi nello smog e respirare quell’aria “fresca” che ti asfalta i polmoni. Oppure trovarsi costretti a fare a gomitate per camminare sugli strettissimi marciapiedi (ovviamente se non usato come parcheggio supplementare dove non è possibile mettere l’auto in doppia fila) rischiando a volte di essere investiti da qualche ciclista che cerca rifugio dal fiume incessante di lamiere luccicanti. Oppure assistere ai diverbi tra automobilisti per un parcheggio, per una freccia messa un secondo troppo tardi o perché qualche “incivile” ha pensato bene di fermarsi per far attraversare un pedone e non riparte a 100 km all’ora per recuperare quei 10 secondi e ritrovarsi bloccati sui viali (ovviamente dopo una bella clacsonata: ottimo sfogo per tutti gli automobilisti innervositi dal traffico).
    Purtroppo mi sono trovato poche volte a percorrere Via Gioberti in auto e devo dire che sono proprio invidioso di tutti coloro che lo fanno ogni giorno alla ricerca di un parcheggio, magari per poter andare a comprare qualcosa in quel negozietto tanto carino (magari il tuo caro commerciante) e invece devono guardarlo comodamente seduti sul sedile della propria auto, rallentando, quasi fermandosi davanti (e qui ripartono le “amatissime” clacsonate di coloro che stanno dietro e vorrebbero guardare anche loro).
    Non c’è che dire… senza automobili Via Gioberti sarebbe morta. Volete mettere la noia di passeggiare, magari tra qualche alberello, tra qualche aiuola verde, sedersi su una panchina gustando un buon gelato, con l’iperattività, la frenesia, gli imprechi, le spallate, i clacson lo smog e tutto quello che ci porta di “buono” il buon vecchio e sano traffico veicolare.

    Un saluto a tutti coloro che vanno al bar sotto casa…prendendo la macchina!

    Francesco

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  2. eli

    non so cosa ci sia di “naturale” in via Gioberti, ormai! sere fa passeggiando sentivo dei ragazzi scherzare tra loro..erano seduti alle panchine dell’upim e definivano quel (non)luogo il loro BIOPARCO!!
    ecco, via gioberti è anche questa..una strada fatta di gente..di persone e non solo bottegai!

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  3. pier luigi

    la questione del traffico è aggravata anche da quelli (tanti….) che lasciano l’auto sul marciapiedi, in special modo all’altezza della chiesa, impedendo ai pedoni di passeggiare tranquillamente e spesso bloccando il transito ai veicoli di grosse dimensioni. qualche sera fa sono stati bloccati anche i Vigili del Fuoco……..

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  4. Comitato abitanti via Gioberti

    Per tutti i residenti in via Gioberti, e zone limitrofe, e per tutti coloro che sono interessati al problema di una maggiore vivibilità in città, ricordo che lunedì prossimo (11 ottobre) il Comitato degli abitanti verrà intervistato da Controradio alle ore 9, davanti alla Upim, incrocio con via Cimabue. Ovviamente siete tutti invitati! più siamo e più potremo far sentire la nostra richiesta di una città più a portata dei pedoni e dei ciclisti e non solo delle auto. La strada (via Gioberti) è di tutti, e l’aria pulita è un diritto! Facciamoci sentire!!!
    per maggiori informazioni, il nostro blog è http://blogviagioberti.blogspot.com/
    e la mail viagioberti@gmail.com

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