13 novembre 2018

Cronaca di una mattinata anti-sfratto nel quartiere di Santa Croce

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Cronaca di una mattinata anti-sfratto nel quartiere di Santa Croce
Riceviamo e pubblichiamo
Nella mattinata di oggi in Santa Croce erano previsti 4 sfratti con la forza pubblica, tutti nei confronti di famiglie che non ce la fanno a continuare a pagare un affitto esoso.
E’ la morosità la ragione del 90 % degli sfratti, che in questa abbietta crisi in una città devastata dalla speculazione immobiliare, registrano rispetto al 2008 il pazzesco incremento del… 104%!
Il Movimento di Lotta per la Casa e l’Unione Inquilini si sono concentrati in Piazza di San Pierino per organizzare la catena della solidarietà al fianco di chi rischia di essere buttato per la strada.
Presidio massiccio: eravamo almeno un centinaio, migranti, studenti, militanti del Movimento e dell’UI, ed altri sfrattati.
Di 4 sfratti, uno è stato sospeso d’ufficio, ma altri 3 sono tutti da raccontare. Via delle Brache, a 10 metri dal retro dalla Camera del Lavoro; casupole, alloggi modestissimi, si partiva da 900 euro al mese. Uno solo che lavora, moglie e tre figli, dal Marocco da decenni a Firenze.
Viene da noi affrontato il proprietario con il ghigno: “Deve dimezzare almeno l’affitto!” Imbufalito replica:”Della mia casa faccio quello che mi pare!”, viene apostrofato duramente. Dopo un’ora se ne va con ilsuo avvocato. Polizia assente, ufficiale giudiziario da un’altra parte… stanno in Borgo Allegri.
La famiglia da sfrattare è fiorentina, residente storica del quartiere, ha sempre pagato, la morosità è per spese condominiali. Il proprietario è “neo” arrivato che ha comprato a scatola chiusa. Contrattazione “autorevole” del presidio e dei legali di movimento. C’è anche la Digos e non è chiaro per che cosa. Comunque alla fine si è strappato un rinvio per dare la possibilità alla famiglia di presentare domanda per la casa popolare.
Il presidio/corteo si è poi diretto verso via dell’Osteria del Guanto, un budello di case squallide ma redditizie a cinquanta metri da Palazzo Vecchio.
Qui la sorpresa. L’inquilino si era sbarrato in casa e solo dopo parecchio è sceso da noi. E’ successo che alle 8.30 era arrivato di soppiatto il proprietario con un fabbro. Aveva cercato di forzare la porta per “farsi giustizia da sé”. L’inquilino ha chiamato il 112… i carabinieri avevano registrato tutto – ma non erano ancora arrivati. L’agitazione era tanta. Di che casa si trattava? Un’infamia, non arriva a 30 mq per 600 euro al mese, con un cesso di 1 m per 0.90 infilato nel sottoscala.
Questa era un tempo la Firenze dei poveri, dove comunque si poteva sopravvivere, la Firenze di Metello e Pratolini. Oggi è una città nella quale la merda è a peso d’oro.
Però la mobilitazione serve, eccome! è un preavviso di un crescendo che ci sarà, già da questa settimana.
Vi informiamo comunque che il prossimo mercoledì 9 giugno ore 10, a Palazzo Vecchio si terra un altro ennesimo convegno, con il patrocinio del Comune, e la presentazione di uno studio di Nomisma sulla situazione della casa a Firenze.
Ci saremo anche noi a dire basta ad elaborazioni a futura memoria!
Ci vogliono fatti, case popolari, affitti davvero equi.
Movimento di Lotta per la Casa
Unione Inquilini

Riceviamo e pubblichiamo

Nella mattinata di oggi in Santa Croce erano previsti 4 sfratti con la forza pubblica, tutti nei confronti di famiglie che non ce la fanno a continuare a pagare un affitto esoso.

E’ la morosità la ragione del 90 % degli sfratti, che in questa abbietta crisi in una città devastata dalla speculazione immobiliare, registrano rispetto al 2008 il pazzesco incremento del… 104%!

Il Movimento di Lotta per la Casa e l’Unione Inquilini si sono concentrati in Piazza di San Pierino per organizzare la catena della solidarietà al fianco di chi rischia di essere buttato per la strada.

Presidio massiccio: eravamo almeno un centinaio, migranti, studenti, militanti del Movimento e dell’UI, ed altri sfrattati.

Di 4 sfratti, uno è stato sospeso d’ufficio, ma altri 3 sono tutti da raccontare. Via delle Brache, a 10 metri dal retro dalla Camera del Lavoro; casupole, alloggi modestissimi, si partiva da 900 euro al mese. Uno solo che lavora, moglie e tre figli, dal Marocco da decenni a Firenze.

Viene da noi affrontato il proprietario con il ghigno: “Deve dimezzare almeno l’affitto!” Imbufalito replica:”Della mia casa faccio quello che mi pare!”, viene apostrofato duramente. Dopo un’ora se ne va con ilsuo avvocato. Polizia assente, ufficiale giudiziario da un’altra parte… stanno in Borgo Allegri.

La famiglia da sfrattare è fiorentina, residente storica del quartiere, ha sempre pagato, la morosità è per spese condominiali. Il proprietario è “neo” arrivato che ha comprato a scatola chiusa. Contrattazione “autorevole” del presidio e dei legali di movimento. C’è anche la Digos e non è chiaro per che cosa. Comunque alla fine si è strappato un rinvio per dare la possibilità alla famiglia di presentare domanda per la casa popolare.

Il presidio/corteo si è poi diretto verso via dell’Osteria del Guanto, un budello di case squallide ma redditizie a cinquanta metri da Palazzo Vecchio.

Qui la sorpresa. L’inquilino si era sbarrato in casa e solo dopo parecchio è sceso da noi. E’ successo che alle 8.30 era arrivato di soppiatto il proprietario con un fabbro. Aveva cercato di forzare la porta per “farsi giustizia da sé”. L’inquilino ha chiamato il 112… i carabinieri avevano registrato tutto – ma non erano ancora arrivati. L’agitazione era tanta. Di che casa si trattava? Un’infamia, non arriva a 30 mq per 600 euro al mese, con un cesso di 1 m per 0.90 infilato nel sottoscala.

Questa era un tempo la Firenze dei poveri, dove comunque si poteva sopravvivere, la Firenze di Metello e Pratolini. Oggi è una città nella quale la merda è a peso d’oro.

Però la mobilitazione serve, eccome! è un preavviso di un crescendo che ci sarà, già da questa settimana.

Vi informiamo comunque che il prossimo mercoledì 9 giugno ore 10, a Palazzo Vecchio si terra un altro ennesimo convegno, con il patrocinio del Comune, e la presentazione di uno studio di Nomisma sulla situazione della casa a Firenze.

Ci saremo anche noi a dire basta ad elaborazioni a futura memoria!

Ci vogliono fatti, case popolari, affitti davvero equi.

Movimento di Lotta per la Casa
Unione Inquilini

0 Comments

  1. paola perlino

    carissimi tutti trovo bello quello che fate per sostenere chi è in difficoltà. qualche volta però, forse, bisogna guardare il rovescio della medaglia.
    noi (io e mio marito) siamo sull’altro lato della medaglia. abbiamo una casa di proprietà di circa 60mtq condotta da una signora vedova e sola, a 200€/mese, alla quale non è mai stato chiesto l’aumento anche quando lo si sarebbe potuto fare. c’è uno sfratto esecutivo da 7 anni ed è stata fissata la forza pubblica per fine novembre. la signora non ha mai fatto nulla negli anni passati per cercarsi un’altra abitazione e all’iscrizione alla graduatoria per l’attribuzione della casa pubblica ha provveduto mio marito con l’approvazione della signora stessa. adesso la signora avrebbe di diritto attribuita una casa popolare e non vuole accettarla e sembra avere tutte le intenzioni di provare a non lasciare la nostra casa benchè da gennaio sia già presso una parente. noi viviano in circa 40mtq e per fortuna non ci arrivano figli. vi sembra abbastanza?
    grazie paola

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    1. red

      gentile signora Paola,
      è evidente che una problematica complessa e ampia come quella legata alla casa comprende, anzi, è costituita dai tanti casi singoli, con le condizioni e le particolarità che ognuno porta con sè. E non c’è dubbio che in un caso come quello da lei descritto il “diritto alla casa” non può non riferirsi anche a lei e alla sua famiglia.
      Nel cercare di affrontare il problema nella sua globalità si deve cercare però di coglierne le caratteristiche generali (nelle quali evidentemente non rientra il suo caso): una cronica difficoltà per le fasce sociali più deboli ad accedere ad una abitazione, aggravata da una crisi economica che allarga l’area del disagio, a fronte di una persistente azione speculativa dei costruttori e di ricerca della massima rendita da parte dei proprietari. Per questo cerchiamo di appoggiare le azioni di difesa dei soggetti più deboli, quando la situazione è tale da richiedere l’espressione di solidarietà attiva, e soprattutto chiediamo da anni l’incremento dell’offerta di alloggi pubblici, in modo da iniziare almeno a disinnescare un vero e proprio disastro sociale.

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