Costretto a incatenarsi per poter avere un tetto dove abitare

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Si è legato sul portone della propria casa per evitare lo sfratto. Renato è un barista albanese di 44 anni che vive con la moglie e il figlio di 17 mesi. Ha perso il lavoro nel 2009 «per colpa della crisi». Dal 2011 ha smesso di pagare l’affitto e la proprietà lo ha sfrattato per morosità. Abita in piazza del Mercato Centrale, accanto al ristorante Zà Zà. Già due i tentativi di sgombero tentati dalle forze dell’ordine. Stamattina il terzo tentativo, a cui Renato ha deciso di opporsi con un gesto eclatante.

Insieme a lui è legato anche Lorenzo Bargellini, leader del Movimento di lotta per la casa. «Chiediamo al Comune – ha detto Bargellini – un alloggio per questa famiglia, che non è entrata in graduatoria per le case popolari visto che Renato ha smesso di pagare l’affitto dopo aver perso il lavoro. Chiediamo inoltre il blocco degli sfratti per morosità per quattro mesi visto che soltanto a giugno saranno oltre cento con decine di famiglie che riischiano la strada». Sul posto, oltre a una cinquantina di manifestanti, sono arrivate pattuglie della polizia municipale. «Non ci muoviamo di qui finché non avremo una risposta accettabile dal Comune». E alla fine lo sfratto viene rinviato ancora.

di Jacopo Storni per il Corriere Fiorentino

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