23 settembre 2018

Costretti ad affidare ad una società esterna le risorse idriche

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Adesso c’è il precedente. Nessun Comune potrà più rifiutarsi di aderire alla gestione integrata delle risorse idriche. A stabilirlo una sentenza del Tar toscano, la prima in Italia, emessa relativamente ai sette ricorsi per il contenzioso fra il Comune di Pieve Santo Stefano e l’Aato (Autorità di Ambito Territoriale) di Arezzo. Da questo momento, tutti i Comuni sono obbligati ad affidare ad una società esterna la gestione integrata delle risorse idriche.
La questione è nata dal rifiuto del Comune di Pieve Santo Stefano, l’unico tra i 37 Comuni che compongono l’Aato di Arezzo, di consegnare la gestione del servizio alla società Nuove Acque Spa, come da delibera di affidamento dell’Autorità di ambito del 21 maggio ’99.
Piena ragione quindi all’Autorità dell’Ato Valdarno su tutte le questioni aperte. Il Tar ha infatti confermato la legittimità di tutti i provvedimenti relativi all’approvazione del Piano di Ambito, all’affidamento del servizio a Nuove Acque, alla determinazione del canone di concessione, e alla determinazione delle tariffe.
E’ stata censurata la possibilità, per Pieve Santo Stefano, di poter continuare la gestione in economia del Servizio Idrico, annullando le tariffe già determinate dal piccolo comune, e l’atto di ripresa in possesso degli impianti. La richiesta di salvaguardia della gestione comunale è quindi stata giudicata illegittima.
“E’ un nuovo e ulteriore importante riconoscimento della correttezza di tutti gli atti posti in essere – ha ovviamente dichiarato Carlo Schiatti, presidente dell’Autorità di Ambito Ottimale di Arezzo – e traccia un precedente importante a livello nazionale per l’aggregazione dei servizi pubblici locali”.

Non bisogna dimenticare l’enormità delle dimensioni economiche messe in moto dalla legge Galli del ’94 relativa alla riorganizzazione dell’intero servizio idrico nazionale. Per la sola Aato aretina si parla di un bacino di 295 mila abitanti e 125 mila utenti. A ben 28 milioni di euro ammonta il fatturato della società Nuove Acque Spa, che ha già programmato nuovi investimenti, relativi alla rete idrica e lla depurazione delle acque, per 198 milioni di euro.
Sembra che non ci sia più scampo alla privatizzazione.

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