Cosa succede in città

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A tenere le fila delle molteplici attività della Global Week of Action saranno le organizzazioni che in occasione del WTO di Cancùn lanciarono l’osservatorio sul commercio Tradewatch (http://tradewatch.splinder.com). Sul sito www.gwa2005.org è possibile contattare i referenti delle singole città.
A Firenze esiste un gruppo di lavoro che mette insieme Rete Lilliput, le Comunità di base delle Piagge e dell’Isolotto, Pax Christi, Manitese, Rete Radié Resch, Attac, Villaggio dei Popoli, Bilanci di Giustizia, Arci, Centro le Sieci, l’Altracittà, e, unica a Palazzo Vecchio, la lista consiliare Unaltracittà/Unaltromondo di Ornella De Zordo.
Emanuele Rossi sta coordinando i lavori di queste realtà. Si augura che le organizzazioni aderenti aumentino e allo stesso tempo anticipa all’Altracittà alcune delle idee che ad oggi stanno lievitando in vista dell’evento di aprile. “Si tratta ancora di progetti allo stato embrionale, ma ci piacerebbe molto coinvolgere Beppe Grillo, che proprio in quei giorni sarà a Firenze per uno spettacolo. Grillo è da sempre attento ai diritti dei più deboli, è una voce consapevole che fa satira contro il potere, insomma un testimonial perfetto per la GWA. Vorremmo anche organizzare, magari davanti ad un grande centro commerciale, una partita di calcio dalle regole truccate. Ad esempio la squadra del Nord potrà difendersi con una porta piccola piccola, mentre attaccherà nella enorme porta del Sud, magari priva anche del portiere…”
I tempi sono stretti ma se altre realtà della società civile, singoli cittadini o istituzioni hanno il desiderio di rimboccarsi le maniche per i diritti dei popoli del Sud del mondo possono ancora farlo per dare più forza al comitato organizzativo fiorentino. “Più siamo e meglio è, anche perché vorremmo tenere alta l’attenzione sui temi del commercio fino alla ministeriale del WTO di Hong Kong. Per fare questo vorremmo anche che il consiglio comunale discutesse un ordine del giorno sul commercio internazionale, che non sia una semplice enunciazione di principi ma contenga prese di posizione molto precise e concrete.” Ornella De Zordo di Unaltracittà/Unaltromondo si è già detta disponibile: “Proveremo a creare un’area vasta di consenso politico intorno a questi temi, come abbiamo già fatto con successo con la mozione sulla Finanza Etica, che propone un regolamento che possa escludere le banche armate dalle forniture comunali. Mi auguro che i gruppi consiliari che si riconoscono nell’Unione di centro-sinistra non abbiano difficoltà a prendere posizione contro politiche neoliberiste che affamano e uccidono milioni di persone… mi meraviglierei del contrario!”.
Su www.gwa2005.org intanto piovono altre proposte capaci di mobilitare persone e opinione pubblica. Si passa dal classico strumento nonviolento del digiuno all’organizzazione di “ballottaggi” per votare per un commercio giusto, ovvero chiedere a politici, agricoltori, personalità, religiosi e altri di fare pubblicamente un gesto simbolico per informare l’opinione pubblica delle ripercussioni delle regole commerciali ingiuste. Qualcuno propone anche la marcia del grano, una manifestazione in cui ogni partecipante porterà con sé un pugno di grano, da lasciare davanti al Ministero del Commercio, al Parlamento, ad un ufficio del FMI o della Banca Mondiale. Un’altra idea si ispira al modello argentino del “cacerolazo”: pentole e casseruole in uno scoppiettante corteo nel cuore dei mercati, dei supermercati e degli ipermercati. C’è inoltre chi organizzerà una messa o una veglia per domenica 10 aprile, mentre altri produrranno manifestazioni culturali come concerti o rappresentazioni teatrali. Non potevano inoltre mancare le “liturgie” classiche dei movimenti, ovvero le assemblee ma soprattutto la raccolta di firme sui contenuti della Global Week of Action, con invio di email e cartoline alle organizzazioni internazionali, incoraggiando così quanta più gente possibile ad esprimere il proprio desiderio di veder cambiare le regole del commercio internazionale.

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