Scandalo Tav, Corruzione & Mafia, la vittoria dei NoTav fiorentini: "Ci chiamavano visionari…"

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di Mario Neri per Repubblica Firenze

«Ci hanno sempre trattato come visionari, ma adesso le amministrazioni locali ammettano le proprie responsabilità. Per troppo tempo hanno chiuso gli occhi», dice Ornella De Zordo, consigliera di PerUnaltracittà. Per i No Tav fiorentini e la rete dei Comitati guidata da Alberto Asor Rosa il sequestro della Monna Lisa è una «bella notizia», ma ora «quest’opera inutile e dannosa va fermata per sempre». Perché «la realtà ha superato anche la “fantasia” delle nostre previsioni », esulta Girolamo Dell’Olio, presidente di Idra, associazione ambientalista da sempre in prima fila contro il tunnel.

Vanno molto oltre il coro del «ve l’avevamo detto» le reazioni di chi per anni si è battuto contro il progetto dell’Alta velocità. Alcuni ne sono convinti: il tunnel Tav e la mega stazione Foster non si faranno più. «È scoppiato il bubbone e non si può andare avanti», dicono i No Tav. Le ipotesi di reato che la procura di Firenze elenca nelle carte dell’inchiesta «fanno emergere un’osmosi perversa, poco meno che terrificante, fra potere politico, committenza pubblica, appaltatori privati e criminalità organizzata — continua Dell’Olio — siamo di fronte al gotha del peggio. E allora grazie alla magistratura, forse, Firenze è davvero salva». Non finché non si deciderà di «cassare per sempre questo progetto — avvisa Tiziano Cardosi, uno dei membri più attivi dei comitati fiorentini — è arrivato il momento di dirlo: chi finora ha sostenuto quest’opera dovrà dare le dimissioni, il governatore Rossi e tutta la giunta regionale devono andare a casa. Del resto è stato Rossi a trasferire il dirigente che nell’aprile 2012 firmò la relazione con cui si diceva a Nodavia che non avrebbe potuto portare le terre a Cavriglia perché dovevano essere trattate come rifiuti e quindi destinate alla discarica». Proprio quel dirigente, Fabio Zita, oggi all’Ufficio paesaggio, è laconico: «Sembra che a questo mondo un po’ di giustizia ci sia. Io avevo fatto soltanto il mio dovere per il bene della collettività. Qualcun altro forse no. Chi ha sbagliato dovrà pagare». Farà ricorso contro il trasferimento? «Sto valutando con i miei legali».

«Da anni denunciamo le irregolarità di questo progetto assurdo, fonte di spreco di denaro pubblico e un affare solo per grandi imprese, cooperative e una potente lobby trasversale agli schieramenti politici», proseguono i No Tav. Secondo il segretario fiorentino della Cisl Roberto Pistonina il nuovo governo dovrà «cambiare subito la legge sugli appalti». «È proprio la figura del General Contractor — dice De Zordo — ad aver innescato questo sistema perverso, in cui chi vince la gara per i lavori è anche colui che fa il progetto, il controllore e il controllato sono la stessa cosa. Denunciammo quest’estate come Nodavia tenesse ferma la fresa per far salire i costi. Lo svelammo rendendo pubblica la lettera con cui comunicava a Rfi che la spesa per l’intervento era già passata da 694 a 890 milioni nonostante i lavori non fossero ancora partiti». Ma De Zordo attacca anche Palazzo Vecchio: «L’unico strumento di vigilanza e trasparenza sarebbe stato l’Osservatorio ambientale ma si è lasciato che gli incarichi scadessero». «Da sempre proponiamo un’alternativa, il passaggio in superficie — spiega Alberto Ziparo, urbanista dell’Università di Firenze — costerebbe 10 volte meno, invece di 3,5 miliardi spenderemmo 350 milioni. Ma è per questo che non viene presa in considerazione». «I danni alla falda compiuti a Campo di Marte? Non sono niente al confronto di ciò che succederà se la talpa entrasse in funzione. Nel progetto non sono stati rispettati i giusti indici antisismici e fatte le adeguate indagini geologiche sul sottosuolo, alla Fortezza succederà un disastro. Non solo. Va sequestrato anche il cantiere della Foster. Vorrei ricordare a tutti che Ferrovie pretende di fare il più grande scavo della storia di Firenze senza una valutazione di impatto ambientale».

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“Fermare tutti i cantieri dell’Alta velocità a Firenze, compreso quello della stazione Foster. E’ semplicemente questa la prima cosa da fare dopo l’apertura dell’inchiesta della Procura che ha portato al sequestro del cantiere di Campo di Marte e dell’ormai mitica fresa Monna Lisa. Allo stesso tempo vanno finalmente fatte tutte le verifiche, anche in sede amministrativa: tutti gli allarmi sulle irregolarità che sono stati più volte avanzati non hanno mai avuto un serio ascolto nelle istituzioni.” Lo ha detto Ornella De Zordo, capogruppo a Palazzo Vecchio della lista di cittadinanza perUnaltracittà. “I reati contestati, corruzione, truffa, gestione abusiva dei rifiuti, oltre ad altri reati contro la pubblica amministrazione, sono troppo gravi e coinvolgono a quanto risulta anche ‘soggetti riferibili a strutture pubbliche’ per essere ignorati dai committenti pubblici di questa grande opera inutile, costosa e dannosa per la città.

“Tutto va fermato, subito, e vanno utilizzate quelle risorse per opere realmente utili al trasporto locale e alla sicurezza del territorio. Abbiamo detto più volte che le procedure seguite per l’approvazione dei progetti non erano trasparenti nè regolari, come pure tutta la problematica relativa al trattamento dei materiali di scavo.  Era solo l’estate scorsa quando perUnaltracittà rese pubblica la missiva riservata con la quale proprio Nodavia, il general contractor del sottoattraversamento dell’Alta velocità fiorentina, annunciava che nonostante ancora non siano partiti i lavori degli interventi maggiormente complessi e impattanti, il costo dell’intervento è già passato da 694 milioni iniziali a oltre 890 milioni, con un incremento di 200 milioni, quasi il 30%».”

De Zordo in quell’occasione spiegò che dalla lettura di quei documenti riservati si evinceva come si fosse voluto montare a tutti i costi la fresa Monna Lisa quando ancora non c’era la possibilità di portare via il materiale, e quindi di fatto tenere tutto fermo, il che comportò, proprio secondo Nodavia, danni pari a 5 milioni di euro. 5 milioni di cui Nodavia chiedeva conto perchè qualcuno decise ‘discrezionalmente di non gestire il materiale come rifiuto, ma di attendere il perfezionamento del percorso giuridico-amministrativo per gestire il materiale come terra e roccia.

Ci hanno sempre trattato come visionari, ora finalmente facciamo chiarezza.

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