Copenhagen, Polizia impedisce con le cariche l'Assemblea dei popoli

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Hanno caricato persone inermi con le mani alzate. Hanno arrestato centinaia di persone. Hanno impedito ai delegati usciti dal Bella Center che manifestavano pacificamente di unirsi al corteo arrivato a ridosso della sede del vertice, caricando sotto il gelo e la neve senza curarsi delle conseguenze.
E’ così che la polizia danese ha impedito la celebrazione dell’Assemblea dei popoli, impedendo a migliaia di attivisti, ong, rappresentanti dei popoli indigeni, dei movimenti contadini, delle organizzazioni ambientaliste di presentare pacificamente le proprie proposte per fermare i cambiamenti climatici e dare una svolta significativa a questo vertice vuoto di risultati.
Una prova di scarsa trasparenza, democrazia, volontà inclusiva che caratterizza negativamente questa cruciale COP15, soprattutto quando la presenza non governativa da lunedì viene progressivamente, drasticamente ridotta con provvedimenti del tutto immotivati e irrituali nell’ambito delle Nazioni Unite.

Sedicenne delle isole Solomon: il mio futuro è nelle vostre mani
Ha 16 anni e vive in una delle oltre 990 isole Solomon, che hanno preso il loro nome dalla massiccia presenza di oro notata dal suo primo esploratore che ritenne il luogo una delle possibili fonti dell’immensa fortuna del biblico Re Salomone. Ma tutta questa fortuna dev’essere sparita se, come ha raccontato questa testimone oculare in conferenza stampa a Copenhagen, “la mia isola è per più periodi dell’anno sott’acqua che al sicuro, e continuiamo a temere giorno dopo giorno. Anche arrivare a Natale è per noi un miracolo. Ho sedici anni,  – il suo accorato appello – il mio domani è nelle vostre mani ma c’è bisogno da parte vostra di dimostrare di tenerci davvero”.

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