Contro la violenza alle donne, due centri a Firenze affrontano il problema da ambo i lati

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Da Redattore Sociale

Centro antiviolenza Artemisia, ogni anno assistenza a oltre 600 donne www.artemisiacentroantiviolenza.it

FIRENZE – Dal 1995 al 2011 sono state 6.646 le donne di Firenze e provincia che hanno chiesto aiuto al Centro antiviolenza Artemisia di Firenze in seguito a una violenza subita. Negli ultimi 3 anni il numero di richieste si è stabilizzato tra le 600 e le 650 all’anno.
Le fasce di età più rappresentate sono quelle dai 30 ai 49 anni. Il 62% delle donne che chiede aiuto è di nazionalità italiana, le straniere rappresentano il 38%. Il 25% delle donne che si sono rivolte al nostro centro ha sporto denuncia. Questo dato è molto al sopra della media nazionale, stimata al 7%. L’autore della violenza è nel 75% dei casi il partner o l’ex partner. Gli sconosciuti sono solo il 3%.

Per quanto riguarda i bambini, si stima che nell’anno 2011, rispetto alle donne seguite, siano circa 425 i figli che hanno assistito alla violenza del padre sulla madre. I bambini presi in carico dall’associazione nel 2011 sono stati 244, la maggior parte a causa dei traumi provocati dall’aver assistito alla violenza e, nel 20% dei casi, in quanto vittime di abuso sessuale. L’autore della violenza è principalmente il padre (nel 53,6% dei casi).
Quest’anno l’associazione, in collaborazione con il comune di Firenze, è riuscita a garantire un servizio per le emergenze. “Ma si prospettano – ha detto la presidente di Artemisia Nicoletta Livi Bacci – tempi difficili a causa della continua riduzione delle risorse a disposizione della nostra associazione che rischia di mettere in seria crisi la sua sopravvivenza”.

Centro Uomini Maltrattanti, in tre anni assistite 153 persone
www.centrouominimaltrattanti.org/

FIRENZE – Sono sempre di più gli uomini che si rivolgono al Cam (centro di ascolto uomini maltrattanti), un centro specializzato nell’accoglienza e nell’ascolto di chi ha commesso una violenza nei confronti del proprio partner o della propria moglie. Il centro si trova a Firenze ed ha avviato la propria attività nel 2009. Complessivamente, in questi tre anni sono stati 153 i contatti del centro. Se nel 2009 le persone che si sono rivolte al Cam sono state 25, nel 2010 sono salite a 50, mentre nel 2011 sono state 70. L’aumento, naturalmente, è dovuto anche alla maggiore conoscenza del centro da parte della cittadinanza.

Per quanto riguarda gli utenti del 2011, si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di uomini di nazionalità italiana (56 persone). Seguono la nazionalità marocchina, peruviana e romena. La maggior parte di loro ha commesso violenza contro la compagna o l’ex compagna.
In quasi la totalità dei casi la violenza è stata di tipo fisico-psicologico. Per quanto concerne le modalità di accesso al servizio, la maggioranza delle persone (17) è arrivata al Cam volontariamente, 3 spinti dal partner, 7 tramite servizio sociale. Gli utenti arrivano da tutta Italia, anche se, vista la localizzazione a Firenze del centro, gran parte degli uomini vive nella provincia del capoluogo toscano.

Sono state 19 le persone ad essere state prese in carico direttamente dal Cam. Sono invece 13 le persone che hanno interrotto il percorso con il centro in modo non concordato dopo una serie di colloqui individuali (sono invece 8 quelli che hanno interrotto il percorso in modo concordato). Ammontano a 17 quelli presi in carico da servizi territoriali o privati, 14 quelli che si sono dichiarati non interessati a seguire il percorso.
Nell’ultimo anno, inoltre, si sono tenuti 100 colloqui di prima accoglienza e 47 sessioni di gruppo a cui hanno partecipato 12 uomini.

“Generalmente – spiega la responsabile Alessandra Pauncz – gli uomini presi in carico, nel giro di circa cinque mesi, smettono di essere violenti sul piano fisico, mentre sul profilo psicologico necessitano di più tempo”. In base agli utenti che si sono rivolti, si può dedurre che “coloro che maltrattano la compagna, difficilmente vedono terminare la loro relazione”.
“Questo progetto – spiega ancora Pauncz – ha fatto da apripista ad una serie di iniziative simili sul territorio: a Rovereto è stato inaugurato un centro di aiuto a uomini che hanno scontato una detenzione in carcere, a Bergamo e Modena sono partiti due progetti dedicati agli uomini violenti e un progetto simile è stato attivato anche alla Caritas di Bolzano”.

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