Considerando l'aragosta: con tanti auguri per un nuovo anno senza crudeltà

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Dopo il pranzo di Natale, ma prima del cenone di Capodanno, arriva una nuova video inchiesta di Saverio Tommasi, intitolata “Considerando l’aragosta“. L’inchiesta prende le mosse dalla lettera scritta ai dirigenti Ipercoop da Camilla Lattanzi, animalista e vegana convinta, indignata dalla visione di aragoste e astici vivi, con le chele legate, in vendita nel magazzino di Sesto Fiorentino. Così scriveva Lattanzi: “…penso che nemmeno il piů convinto dei carnivori desideri cibarsi di animali morti dopo una lunga e dolorosa agonia”, riferendosi anche alla crudele usanza di bollire vivi questi crostacei.
Qualcuno penserà che la sofferenza di un’aragosta è una piccola cosa insignificante rispetto ai tanti mali del mondo… Ma noi siamo d’accordo con Tommasi quando dice che “…in fondo, c’è sempre di peggio. Ma spesso “cercare il peggio” ci pone nella condizione di difendere un male solo perché ce n’è uno più grande”.
Anche noi preferiamo non dimenticare nemmeno le aragoste, e denunciare l’ennesima crudeltà inutile nei confronti di esseri viventi e senzienti.

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