23 settembre 2018

Il Pd tra politica, infrastrutture e affari: in Toscana esplode un nuovo conflitto d’interessi.

image_pdfimage_print
F2i. Azionisti e investimenti
F2i. Azionisti e investimenti (grafico elaborato da Altreconomia)

di Riccardo Capucci per l’Altracittà

Se siete iscritti o votate Partito Democratico, Monte dei Paschi di Siena o Unicredit, ) che investe i risparmi raccolti dalle banche in partecipazioni azionarie di società attive, tra l’altro, nei settori (riprendiamo dal sito di F2i) “delle infrastrutture di trasporto, persone e merci come porti, aeroporti, autostrade, interporti, ferrovie, ecc; reti di trasporto e distribuzione di elettricità, gas e acqua, ecc.; impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e tradizionali; sanità, servizi pubblici locali e infrastrutture sociali”, e via dicendo.

Riccardo Conti, un piede in due staffe

Tutto in regola naturalmente, ma sapete chi siede nel consiglio di amministrazione del Fondo Italiano per le Infrastrutture decidendone le strategie, gli indirizzi, le priorità e i progetti su cui investire? Riccardo Conti, assessore alle infrastrutture e ai trasporti della Regione Toscana dal 2000 al 2010, ma soprattutto attuale coordinatore nazionale per le infrastrutture del Partito Democratico. Lo stesso Riccardo Conti che secondo Repubblica “aspetta con ansia il voto anticipato per candidarsi al più presto al parlamento“.

La domanda che ci siamo posti, e che rigiriamo a voi lettori ma anche, e forse soprattutto, al segretario del Pd Pierluigi Bersani, al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, all’attuale assessore regionale alle infrastrutture e ai trasporti Luca Ceccobao, al segretario regionale del partito Andrea Manciulli è questa: c’è il rischio che una persona che allo stesso tempo decide come investire due miliardi di euro l’anno per conto del fondo privato F2i possa influenzare le politiche infrastrutturali del PD, essendo allo stesso tempo il responsabile massimo del partito proprio di questo settore?

E’ una domanda semplice, e la risposta del Pd sarà pubblicata volentieri sul nostro giornale. E’ allo stesso tempo, lo riconosciamo una domanda di grande imbarazzo per un partito che a livello nazionale dovrebbe rappresentare l’alternativa politica – ed etica – alla devastazione berlusconiana dello stato di diritto, fondato anche e soprattutto sulla trasparenza e sulla rimozione dei conflitti di interesse a tutela del bene comune e della collettività.

Il Codice etico del Pd
Il Codice etico del Pd

Eppure il Codice etico del Partito Democratico parla chiaro, nel punto b) del terzo capitolo recita esplicitamente “rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi esecutivi nel Partito (incarichi monocratici nelle città capoluogo di provincia, a livello provinciale, regionale e nazionale; incarichi negli organi collegiali esecutivi di Partito a livello regionale e nazionale) qualora, a causa del ruolo ricoperto in imprese, associazioni, enti o fondazioni, aventi scopo di lucro o titolarità prevalente di interessi economico­finanziari, possa configurarsi un conflitto di interessi tale da condizionare i propri comportamenti“. Chiediamo ancora a Bersani, Rossi, Manciulli e Ceccobao, ma anche agli iscritti e agli elettori del Pd, non è questo un articolo che sembra fatto a posta per evitare casi come quello di Riccardo Conti?

 

Il sistema autostradale toscano

Un’altra domanda la poniamo alle associazioni ambientaliste, ai comitati attivi in tutta la Toscana, alla Rete dei comitati per la difesa del territorio, a tutte quelle persone che si battono quotidianamente per la ricostruzione della politica e della democrazia italiana. Sosterrete con noi questa campagna per la trasparenza e contro il conflitto di interessi nel momento in cui la politica toscana sta affrontando nodi cruciali come tav, terze corsie autostradali, superstrade, porti e aeroporti, nel momento in cui, ma è solo un esempio, Riccardo Conti ha affermato in un’intervista al Sole 24 Ore che “il fondo è pronto a entrare nel sistema aeroportuale toscano“, ovvero nelle società che gestiscono gli aeroporti di Pisa e Firenze, rispettivamente Sat e Adf, due società quotate in Borsa, come resteranno influenzate le politiche trasportistiche e infrastrutturali di una Regione, quella toscana, in cui il dominus in questo settore del partito al governo cura gli interessi di una parte, ovvero di F2i?

Il Fondo Italiano per le Infrastrutture ha ovviamente il solo e unico obiettivo di fare soldi su un mercato in cui la commistione azionaria pubblico-privato è cosa quotidiana. Nel 2009 il bilancio di F2i ha reso agli azionisti un dividendo di sei milioni di euro registrando così un rendimento, sul capitale versato, del 15% annuo dalla costituzione. Confrontatelo solo per un attimo con il tasso dello zerovirgola offerto a chi ingenuamente, nella veste di correntista, mette in mano alle banche su citate proprio i soldi necessari a raggiungere tali risultati. Non viene voglia di abbandonarle per rivolgersi a istituti come Banca Etica o costituende finanziarie solidali come Mag Firenze?

A noi questa commistione tra politica e affari non piace, anche se a condurre il gioco non è Berlusconi. Se non piace neanche a voi scrivete segnalando questa vicenda a Bersani, Rossi, Manciulli e Ceccobao ricordandovi di mettere l’indirizzo redazione@altracitta.org in copia. Ecco i loro recapiti:

Bersani, Rossi, Ceccobao, Manciulli
Bersani, Rossi, Ceccobao, Manciulli

Pierluigi Bersani
Facebook: http://www.facebook.com/pages/Pierluigi-Bersani-Pagina-Ufficiale/127457477096
Email: bersani_p@camera.it

Enrico Rossi
Facebook: http://www.facebook.com/#!/enricorossipresidente
Email: enrico.rossi@regione.toscana.it

Luca Ceccobao
Facebook: http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=1036570064
Email: luca.ceccobao@regione.toscana.it

Andrea Manciulli
Facebook: http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=128780171688&v=wall
Email: a.manciulli@consiglio.regione.toscana.it

***

 

Scarica l'inchiesta di Altreconomia su F2i
Scarica l'inchiesta di Altreconomia su F2i

Per approfondire la realtà del Fondo Italiano per le Infrastrutture (F2i), presieduto da Ettore Gotti Tedeschi, da sempre considerato vicino al segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone e all’Opus Dei, attualmente indagato dalla Procura di Roma per omissioni legate alla violazione delle norme antiriciclaggio come presidente dello Ior, la banca pontificia, consigliamo la lettura dell’inchiesta che ha ispirato questo articolo condotta da Luca Martinelli per il mensile Altreconomia. Si tratta di un giornale indipendente, che affronta il toro per le corna senza stare a guardare se ciò che scrive è conveniente o meno, perché primo dovere di un giornalista che ha una notizia è quella di darla.

Qui potete scaricare l’inchiesta, qui potete abbonarvi ad Altraeconomia con poco più di tre euro al mese.

—————–

0 Comments

  1. Federico Rocchi

    Ne ha scritto anche il Fatto. Vi incollo l’articolo. Ma come si fanno a fermare questi sinistri personaggi? E come sarà possibile sostituire berlusconi e i suoi? E sostituirli per cosa, per far fare soldi a qualcun altro? Intanto scrivo subito alle mail indicate.
    Buon lavoro
    Federico

    IL CONFLITTO DI INTERESSI PD PRENDE IL VOLO A FIRENZE
    Nell’affare del nuovo scalo il fondo gestito dall’ex assessore
    Ferruccio Sansa

    Un ex assessore alle Infrastrutture della Regione Toscana che quindici giorni dopo aver lasciato l’incarico entra nel cda di un fondo pronto a investire nelle stesse infrastrutture. Un uomo che mentre siede nel consiglio di amministrazione è coordinatore del settore Infrastrutture del Pd.

    La storia di Riccardo Conti, esponente del Pd vicino a Massimo D’Alema, è emblematica delle polemiche che rischiano di spaccare il centrosinistra toscano. Oggetto: le grandi opere. Due in particolare: gli aeroporti (Firenze, ma anche Siena) e la famigerata autostrada Livorno-Civitavecchia. Da una parte il Pd, soprattutto la componente dalemiana, che sostiene le opere in singolare consonanza con il Pdl (il ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli). Dall’altra l’Idv e la sinistra che mostrano più di una cautela.

    COMINCIAMO dall’aeroporto di Firenze (tra i soci il gruppo Benetton). Nessuno ha dubbi: la struttura attuale non è adeguata a una città con 8 milioni di turisti l’anno. Le ipotesi: la realizzazione di una pista parallela all’autostrada (200 milioni) oppure l’allungamento di quella attuale (60 milioni).

    A chi, soprattutto a Firenze, si schiera per la costruzione del nuovo tracciato, rispondono i comuni vicini: la pista parallela “peserebbe” su di loro invadendo zone agricole di pregio. Il progetto è fortemente avversato dal Coordinamento dei Comitati della Piana di Prato, Firenze e Pistoia.

    Ma il dibattito non è solo logistico. Imprenditori e politici giocano ruoli chiave. E il centrosinistra segue, appunto, due piste diverse. Le cronache cittadine registrano le prese di posizione a favore della nuova pista. Prima fra tutte quella del sindaco Matteo Renzi che vedrebbe l’aeroporto ampliarsi liberando aree da destinare magari allo stadio (altre polemiche). Ma tra gli alleati di Renzi spunta il toscanissimo ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli (Pdl).

    I NODI, PERÒ, sono altri. L’Idv è perplessa. A cominciare da Anna Marson, assessore regionale all’Urbanistica, che sta suscitando malumori nel Pd toscano per le sue scelte anti-cemento: “La Regione ha approvato un documento che prevede entrambe le ipotesi. Ma per la pista parallela dobbiamo ancora valutare il rapporto con l’ambiente”. Marson racconta: “Vedo grandi manovre a livello nazionale per la nuova pista”. Quali? “Il ministero delle Infrastrutture ha presentato uno studio in cui l’aeroporto di Firenze improvvisamente diventa di interesse nazionale”, spiega l’assessore. Aggiunge: “Poi c’è l’Enac, che dovrebbe essere garante. Invece si è schierato per la seconda pista”. Il presidente Vito Riggio l’ha detto chiaramente: “Senza nuova pista l’aeroporto finirà in serie B”.

    Qui la questione si allarga. Ampliare l’Amerigo Vespucci significherebbe mettere in sofferenza tre scali importanti nel raggio di 150 chilometri: Firenze, Bologna e Pisa. E infatti a Pisa non l’avevano presa bene perché l’aeroporto va a gonfie vele (4 milioni di passeggeri l’anno). Oggi il sindaco Marco Filippeschi pare più tranquillo: “La Regione ha stanziato 28 milioni per il trasporto veloce tra la stazione e l’aeroporto. Questo indica la scelta di puntare su Pisa. Con Firenze non dobbiamo essere concorrenti, ma alleati”. L’assessore Marson ricorda altri “dettagli”: “La pista parallela potrebbe porre problemi di sicurezza e di rumore nei paesi vicini”. Ancora: “Così si allontanerebbe l’aeroporto dalla Piana di Castello, aumentando il valore delle aree dove Salvatore Ligresti deve costruire (il re del mattone lombardo è anche socio dell’aeroporto, ndr)”.

    NON BASTA. Marco Manneschi, consigliere regionale Idv, punta il dito sul Pd: “Il fondo di investimenti F2i vuole entrare nella società dello scalo fiorentino. È stato proprio l’ex assessore Riccardo Conti a comunicarlo. Ci colpisce che si ritrovi, in veste di manager, a voler comprare le infrastrutture di cui si occupava come amministratore”.

    Ecco le due anime del centrosinistra. Conti è anche coordinatore del settore Infrastrutture del Pd. E soprattutto è stato uno degli sponsor della contestatissima autostrada Livorno-Civitavecchia (che dovrebbe essere realizzata dalla Sat, controllata da Benetton): “Certo che sono favorevole, è l’unica zona costiera d’Europa senza un’autostrada. Ma va fatta bene, deve essere ambientalizzata, non un troiaio”, spiega oggi Conti. Una grande opera che, di nuovo, ha sollevato questioni di opportunità sul doppio ruolo (prima politico, poi manageriale) di un esponente Pd: Antonio Bargone è stato sottosegretario proprio ai Lavori Pubblici e oggi si ritrova presidente della società che realizzerà l’autostrada.

    Sempre il Pd vicino a D’Alema. Conti non si scompone: “Sono amico di Massimo, è un peccato?”. E il passaggio dalla poltrona di assessore a quella di manager nelle infrastrutture? “Il nostro fondo è pubblico-privato e non ha intenti speculativi”. Ma chi l’ha indicata per la poltrona? “La fondazione Monte dei Paschi di Siena”.

    La “banca rossa”, l’ultimo tassello dell’amore tra il centrosinistra e gli aeroporti toscani. Mps è tra i soci del fondo F2i. Non solo: è anche nello scalo di Siena (21 per cento) di cui sostiene l’ampliamento (avversato dagli ambientalisti, e non solo). Una storia finita in Procura: il presidente di Mps, Giuseppe Mussari, è sotto inchiesta per concorso morale in turbativa d’asta e falso in atto pubblico. Secondo i pm Mario Formisano e Francesca Firrau, la selezione del partner privato per l’adeguamento infrastrutturale dell’aeroporto di Ampugnano fu falsata.

    Reply
  2. franco matteoni

    è semplicemente scandaloso. Come fa la gente a credere che il PD sia l’alternativa a Berlusconi? I risultati di questo affarismo dilagante sono sotto gli occhi di tutti, anche nella Toscana progressita.

    Reply
  3. LUCIA

    Altro che scrivere ai loro compagni di merenda!
    occorre inoltrare la notizia il più possibile e renderla DI PUBBLICO DOMINIO, come non accade mai per le brutte vicende di sx.
    saluti
    eLle

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *