Condannato per aver dato accoglienza ai senza casa nel rispetto della Costituzione

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animatore storico del Movimento di lotta per la casa di Firenze è stato condannato dal tribunale a 5 mesi di carcere e al pagamento di 500 euro di multa per l’occupazione abusiva di uno stabile – da tempo abbandonato dalla proprietà e privo quindi di ogni utilità sociale – posto in via Baracca 21. Condannati a pagare 600 euro ciascuno dei sei occupanti rinviati a giudizio sempre per il reato di occupazione.

Il Movimento di lotta per la casa, una realtà che da sempre offre ospitalità a centinaia di persone prive di mezzi che vivono a Firenze letteralmente abbandonate dalle istituzioni, ha definito il processo “logorante” e “caratterizzato da numerose udienze, con contraddizioni infinite”, che si è trasformato in un “piccolo processo ‘politico’ contro il movimento”.

Per il Movimento alla base della condanna, definita “ridicola”, resta “il tentativo di ostacolare le nostre lotte e la diffusione a macchia d’olio delle occupazioni di stabili, pratica di legittima resistenza alla devastante crisi economica“, si tratta infatti della “quinta condanna penale nei confronti del Movimento di lotta per la casa nel corso di questo ultimo anno”.

Nel documento che commenta la condanna si fa notare come “Nessun fondamento giuridico sostiene una condanna a 5 mesi a Lorenzo Bargellini se non unicamente essere quello di essere considerato il mandante morale delle occupazioni di case a Firenze” e termina con una rivendicazione politica dell’operato del Movimento: “Siamo tutte e tutti colpevoli se la colpa è quella di organizzare e diffondere la pratica dell’equa redistribuzione delle risorse o quella di organizzare le lotte per la riappropriazione dei bisogni vitali”.

Ricordiamo con l’occasione l’articolo 42 della Costituzione italiana che regola la proprietà privata come “riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”. Piero Calamandrei, commentando questa formula, considerò la funzione sociale della proprietà come l’emblema della nuova società civile che si andava costruendo dopo il periodo della dittatura, vero e proprio segno di quella rivoluzione sociale “meglio che mancata, non ancora compiuta: non compiuta nel presente, ma promessa”.

Settanta anni dopo arrivano ancora le condanne per chi crede che la Costituzione debba essere considerata fulcro vivo dei diritti dei cittadini e non un paravento per i profitti speculativi di pochi.

Unica tra le forze politiche della città ad esprimere solidarietà è la lista di cittadinanza perUnaltracittà. “​Mentre il dramma della casa sta raggiungendo dimensioni sempre più devastanti, con 150 sfratti al mese nella sola Firenze, con canoni e prezzi inaccessibili per molti, con la crisi che morde la carne viva delle classi più povere e di un ceto medio sempre più impoverito, una sentenza scandalosa condanna le famiglie occupanti di tre alloggi sfitti, e Lorenzo Bargellini solo per essere, da anni, impegnato in prima persona nella difesa del diritto all’abitare”.

“Si è scelto di premiare i diritti della proprietà e della speculazione, e di colpire chi, con un atto di autodifesa, rivendicava i propri diritti ad una vita solo dignitosa. Non ci accodiamo a questo legalitarismo che non ha niente a che fare con quello che intendiamo per giustizia – continua il messaggio di Ornella De Zordo -, ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Lorenzo, al Movimento,  ai condannati per questa e per tutte le occupazioni, e a tutti coloro che sono impegnati concretamente per rivendicare risposte ai bisogni primari, nell’inerzia silenziosa e colpevole della politica e delle istituzioni.”

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