Con i piedi nel fiume della storia

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Un altro giorno sta terminando qui alle Piagge, una delle tante periferie del mondo, il freddo oggi penetra dentro e una nebbia grigia sembra avvolgere questo affaticato pezzo di umanità. È notte, mi ricorda il mio amico Alex nella sua lettera di Natale, è notte nel mondo, è notte per i tanti oppressi, è notte per i volti, le storie e le persone di cui anche oggi ho raccolto i frammenti, i pianti, le preghiere, le umiliazioni.
È notte provocata, è buio fitto che sembra spingerti alla rassegnazione ed in effetti il mio cuore è gonfio, quasi saturo, i passi sono incerti, i pensieri confusi, eppure senti che qualcosa ti spinge in avanti, che dietro a quelle maschere di dolore dei tanti amici e compagni che hai incontrato, c’è dell’altro. Avviene un po’ come a Gesù all’inizio del suo camminare nella Galilea delle genti, quando va da Giovanni e chiede il Battesimo; sul fiume Giordano tante persone, paradigma di un’umanità derelitta, sono lì sulla sponda del fiume, ad osservare senza fare un passo, popolo senza parole che non sa come lenire il dolore. Gesù entra nel fiume, senza cedimenti, i suoi piedi entrano nell’acqua, la scelta radicale di un Dio che si fa uomo che sceglie di stare dentro il fluire della storia. (…)
Quei piedi di Gesù dentro l’acqua del fiume Giordano ci dovrebbero indicare la strada da percorrere, la scelta da fare perché si ritrovi la fiducia e la speranza di un cambiamento possibile e necessario; quei piedi dentro il Giordano dovrebbero cambiare la nostra muta rassegnazione in danza e vita, dovrebbero riappassionarci alla vita rompendo quel macigno di noncuranza che sembra avvolgerci tutti. (…)
Eppure sono tante le piccole risurrezioni quotidiane che si vedono e si scoprono nel farsi uomini in mezzo agli uomini, quando vivi il battesimo dei poveri, quando ti immergi profondamente nel fluire della loro storia… restituisci a loro la possibilità di costruirsi il loro futuro e scopri che sono tante le parole che queste persone hanno da dire e come d’incanto ti accorgi che proprio in questi “sotterranei” della storia si fa la Verità, si costruisce il cambiamento, si sogna il sogno di Dio.
Vivendo ormai da più di dieci anni dentro le Piagge, compagno di questi “piccoli”, ho avuto il privilegio e la fortuna di toccare con mano l’aprirsi del cielo di Dio mettendomi alla loro scuola e facendomi obbediente alla loro vita, assaporando e gustando quante cose grandi e realmente alternative possono avvenire partendo da qui, costruendo comunità che resistono e tentando strade nuove.
Le persone con cui da anni condivido questa esperienza hanno cominciato a mettersi insieme, hanno rialzato la testa e hanno cominciato a mettere i loro piedi dentro la storia per poterla scrivere e riscrivere con le loro parole… ed è proprio loro che vorrei far parlare offrendo alla vostra lettura e attenzione una parte del lavoro in scrittura collettiva che queste persone hanno realizzato per dirsi e dirci come costruire una comunità dal basso e quali sogni e speranze questa porta con sé.
Leggete queste parole e scorgerete come la Parola di Dio che racconta il Suo sogno possa farsi carne nelle periferie del mondo.

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