Con Enzo Mazzi, amico e compagno. Il saluto di Alessandro Santoro

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Di fronte al Mistero della morte ho sempre pensato che la migliore parola fosse il silenzio… lo stesso silenzio con il quale tu ci hai lasciato e hai voluto accogliere questo momento della vita nutrendoti del caldo abbraccio della tua casa e delle persone che con te hanno respirato la quotidianità della vita.
Non sono mai riuscito a dare un volto a quell’angelo del Vangelo che venne a dire a Maria “Non aver paura”… oggi riconosco il volto di quell’angelo… è il tuo volto…
perchè so che tu sei stato incarnazione con la tua vita di quel richiamo vero e profondo a non farsi imprigionare da quella paura e da quel controllo che tutti i poteri religiosi ed istituzionali impongono su di noi e sulla “povera gente”.
Continua, ti prego, a visitarmi e a visitare la comunità delle Piagge e a suggerirci quelle parole che ci permetteranno ancora di “generare Vita”… avendo come unico riferimento l’amore gratuito e pieno del nostro amico e compagno Gesù di Nazareth.

Con due segni vogliamo oggi essere lì con te e la comunità dell’Isolotto: un pane da condividere tra di voi e con noi, per dirci e ridirci che tu sei e rimani in comunione e “comunione” con noi… e ci rende fratelli, compagni… e una pianta di olivo che ha accolto le mie lacrime di amico quando ieri ho saputo della tua “partenza”, e  non ho trattenuto la rabbia e il dolore che ho affidato a quel cielo dal sapore di terra che avvolge le nostre storie.

Torno nel silenzio che ascolta… mi rimane solo il fiato per un Grazie vero… senza aggiungere altro.
A… Dio

Alessandro Santoro
prete

Domenica 23 ottobre 2011

0 Comments

  1. Lido Ballati

    Eminenza, mi scusi per l’irriverenza, ma lo sa in quale occasione, dopo tanti anni, io semplice cittadino pieno di dubbi e con poche certezze, ho rincontrato Don Enzo Mazzi a Firenze?
    All’inizio dello scorso anno, in piazza del Duomo, di fronte all’Arcivescovado. Per un puro caso della storia eravamo lì e prendevamo parte ad una fiaccolata di protesta perché Lei vescovo di Firenze, aveva allontanato dalla Comunità delle Piagge e confinato a Romena il prete “scomodo”, don Alessandro Santoro.
    Abbiamo poi preso atto con gioia quando Lei Eminenza, a differenza del suo predecessore, l’Arcivescovo Florit (1968), invece di decretare la rimozione definitiva di questo prete di strada dal suo ufficio di parroco, il 25 aprile dello scorso anno, l’ha reintregato, se pur con “la condizionale ecclesiastica” nel suo ruolo attivo e gli ha consentito di ritornare ad operare alla Comunità delle Piagge di Firenze.
    Come è strana la vita e quanto torna utile a molti, senza distinzione alcuna, la frase: “affidiamo alla storia il giudizio”.
    Questa frase è un’altra delle scoperte favolose del genere umano di cui poco si parla, ma che consente di chiudere un discorso e glissare, ad esempio, se quello che accade nel mondo che ci circonda e tocca storie e problematiche scomode che possono creare qualche difficoltà e/o rimettere in discussione dogmi e verità ritenute immutabili.
    Lido Ballati
    (semplice cittadino)

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