18 dicembre 2018

Comportamento antisindacale, Della Valle licenzia delegato Cgil

image_pdfimage_print

Quali comportamenti imprenditoriali sono alla base della fortuna economica del proprietario della Fiorentina? Da dove derivano i profitti da reinvestire nel calcio o nella Piana di Castello? Una storia, quella raccontata da Liberazione, che fa luce su alcuni aspetti tipici del capitalismo nostrano.

di Castalda Musacchio

“Oggetto: licenziamento”. Motivo? «Le espressioni da Lei utilizzate e ribadite comportano una grave lesione al prestigio del datore di lavoro e pregiudicano irreparabilmente il vincolo fiduciario fra lavoratore ed imprenditore non consentendo la prosecuzione del rapporto, neppure in via provvisoria». Destinatario: Guerriero Rossi, delegato Cgil. Firma dell’azienda: Tod’s. «Non è la prima volta che assistiamo a un comportamento assolutamente antisindacale da parte di Diego Della Valle ma quest’ultimo atto ha registrato una vera “escalation” di tensione tra i lavoratori e l’azienda». A parlare è la segretaria della Filtea Cgil Valeria Fedeli.

E non è l’unica a denunciare una progressiva e ingiustificata gestione aziendale che non intende in alcun modo riconoscere – denuncia ancora Giampiero Ciambotti, ancora della Filtea – il ruolo dei sindacati «violando ripetutamente le regole dell’associazione a cui lui stesso appartiene (la Confindustria, ndr)». L’ultimo atto lo dimostra. E fa parte di una storia ormai vecchia e nota per i lavoratori della maggiore industria calzaturiera italiana. In definitiva non è una novità. Si iscrive in un percorso “quasi storico” in cui – spiega Ciambotti – Della Valle continua a comportarsi come fosse “il padrone delle ferriere”, volendo e continuando a negare il ruolo del sindacato. E’ capitato così a Guerriero Rossi delegato sindacale, nomina legata ad elezioni – dicono ancora i lavoratori – costata tanta fatica al sindacato stesso che ha trovato sempre argine e scudo da parte dell’imprenditore, di vedersi licenziato in tronco dopo che a lui stesso e ad altri era stata negata la parola durante un’assemblea pubblica tenutasi il 17 febbraio scorso. L’indomani Guerriero Rossi ha avuto l’idea di scrivere una “lettera aperta” all’imprenditore chiedendo in sostanza il rispetto non solo per la persona ma per il ruolo rivestito all’interno dell’azienda. E’ bastato solo questo per vedersi licenziato, in tronco.

«Naturalmente – continua Fedeli – a noi è nota la vicenda dell’azienda. Faremo di tutto per difendere l’operato di Rossi». Già domani è previsto un incontro con i legali per verificare quali siano le condizioni per procedere contro Diego Della Valle per comportamento antisindacale. Naturalmente allo stesso delegato è andata subito immediata la solidarietà di tutti i colleghi e i lavoratori. «Stiamo pensando anche ad altre forme di mobilitazione e protesta» aggiunge Giuseppe Santarellli della Filtea del distretto di Fermo. Non si esclude neppure lo sciopero.

E dire – spiega ancora Fedeli – «che tutto nasce da una vicenda che riguarda appunto la contrattazione di secondo livello avviata all’interno del calzaturificio – il contratto integrativo per dirla in altre parole – per il quale Della Valle rifiuta persino di incontrare le Rsu». Inoltre, lo stesso non fa altro che attuare politiche del tutto personali, come l’aver promesso ed elargito un “bonus” di 116 euro ai suoi 1.700 dipendenti in modo assolutamente unilaterale (quasi una concessione da sovrano, ndr). E’ stato a febbraio che i lavoratori si sono accorti che quello stesso bonus era stato allo stesso modo negato. E Della Valle anzi ha invitato i suoi lavoratori a richiederlo, avviando in sostanza una trattativa “quasi privata” che – sottolinea Fedeli – «non ha nulla a che fare con la contrattazione aziendale». Naturalmente anche qui il comportamento dei sindacati non è stato quello di chiusura e di scontro; anzi si è assunto un atteggiamento piuttosto cauto, invitando i lavoratori a fare in modo di ottenerlo comunque quel bonus, anche in “quella” forma non proprio consona per un’azienda dove vigono delle chiare regole contrattuali.

E’ in questo contesto che l’ultimo licenziamento è stata davvero la classica “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, bloccando i rapporti già difficili avviati con l’amministrazione. E in un momento di crisi che sta toccando l’intero settore. E’ di ieri la mobilitazione del tessile a Carpi dove si sono ritrovati insieme istituzioni locali, associazioni imprenditoriali industriali ed artigiane oltre alle organizzazioni sindacali che, con un’iniziativa simbolica, srotolando una maxisciarpa di cinquanta metri di lunghezza, hanno voluto attirare l’attenzione su un settore dimenticato eppure trainante del “made in Italy”: la moda. E la mobilitazione di Carpi è solo l’ultima di una serie di manifestazioni che si sono svolte a Biella e Prato e che coinvolgeranno, con tutta probabilità, anche le Marche e il “regno di Della Valle”.

[Fonte: Liberazione]

0 Comments

  1. Paola

    POTREI DIRE MOLTE COSE DOPO AVER LETTO QUESTO ARTICOLO DEL 15 MARZO 2009;
    IL DOTT.DELLA VALLE E’ SICURAMENTE UN DITTATORE CHE CURA SOLO I SUOI INTERESSI PER LO MENO DAL 2004IN POI……
    NON CAPISCO COSA GLI SIA SUCCESSO VISTO CHE DAL 1998 AI TEMPI DELLA DITTA EMA NON ERA COSI.
    IO HO LAVORATO PER LUI E VI ASSICURO CHE LE COSE NON ANDAVANO
    COME OGGI .UN SALUTO

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *