14 novembre 2018

Commessa militare, un'azienda pisana preferisce la coerenza

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un impianto della Morellato

Sara Capolungo per l’Altracittà

Ci sono cose che non si possono (s)vendere. Tra queste, la coerenza ai propri principi etici che un’azienda pisana ha preferito al facile profitto. “Tra coerenza e necessità abbiamo scelto la prima, ovvero la coerenza ai nostri principi di economia solidale a discapito della necessità di guadagno- spiega Valerio Morellato, titolare e amministratore della Morellato Termotecnica, impresa specializzata nella climatizzazione e nel risparmio energetico operante a Pisa e provincia. La scorsa settimana è in arrivata in ditta una richiesta di preventivo da parte della Wass,- spiega il titolare- ditta del gruppo Finmeccanica, che contribuisce allo sviluppo di tecnologia militare”. La Wass propone alla Morellato Termotecnica una commessa da 30mila euro, corrispondenti a circa 10mila di utile, per alcuni interventi tra i quali un sistema di raffreddamento per una vasca da 10mila litri usata nei loro laboratori.

“È una cifra importante,- spiega Morellato- che corrisponde a quello che si potrebbe guadagnare con l’installazione di 38 climatizzatori o 12 impianti di solare termico. Ma soprattutto- aggiunge- ci aiuterebbe a tamponare almeno momentaneamente il crollo del fatturato e le difficoltà della nostra azienda”. A questo punto, però, Morellato si trova davanti una difficile scelta, ovvero quella di “dover scegliere tra una commessa che avrebbe dato ossigeno alle casse, ma derogato ai principi etici del Patto di Economia Solidale, oppure rifiutarla in nome della coerenza, ma contraddicendo le basi della razionalità economica”.

A maggio, infatti, Morellato ha aderito al Patto per il Distretto di Economia Solidale di Pisa, pensato e formato da produttori, associazioni e cittadini, e che prevede il rispetto di alcuni principi base, quali lo stretto legame con il territorio (km zero, filiera corta, rinuncia alla delocalizzazione), la promozione e la valorizzazione delle capacità e delle competenze dei propri lavoratori nonché la compartecipazione degli stessi ai processi e alle responsabilità, ma soprattutto il perseguimento della sostenibilità ambientale, intesa come uso di materiali biocompatibili, impegno alla riduzione dei rifiuti e l’uso di energie rinnovabili. Insomma, una decisione tutt’altro che facile.

“Abbiamo quindi aperto una discussione interna e un confronto con l’Officina dell’Economia Solidale di Pisa- continua il titolare- e lunedì scorso, dopo una riflessione sofferta, abbiamo deciso di rifiutare la proposta commerciale. Scrivendo alla Wass che non ce la sentivamo di mettere le nostre competenze al servizio di un’opera che potrà sviluppare tecnologie belliche. E questo, nonostante la crisi aziendale- tiene giustamente a precisare Morellato- non sia né risolta né migliorata negli ultimi giorni”. Aggiunge infine, lanciando al contempo un auspicio per il futuro: “L’attuale momento storico è difficile per tutti, e le vie d’uscita sono molte. Noi abbiamo scelto quella della cooperazione e dell’approccio etico all’economia. Ma per andare avanti- chiude Morellato- abbiamo bisogno del supporto di tutti, e soprattutto delle reti di economia solidale e sociale, perchè non debba più accadere che imprese come la nostra si trovino in situazioni simili”.

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