Comitato Verità e Giustizia per Genova: "Una sentenza preziosa, ora le dimissioni"

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Riceviamo e pubblichiamo

Ci sono voluti nove anni e due sentenze, ma alla fine il tribunale di Genova ha dato forma giudiziaria ad una verità storica che già conoscevamo: alla scuola Diaz il 21 luglio 2001 furono violati i corpi, le leggi, la Costituzione, l’idea stessa dello stato di diritto.

Un orrore incompatibile con la nozione di democrazia. Perciò la sentenza di martedì sera, con le condanne che colpiscono per intero la catena di comando, è importante e preziosa: ripristina un principio di verità e di equità, può essere un punto di risalita per le istituzioni.

Già all’epoca del rinvio a giudizio avevamo chiesto la sospensione dei dirigenti imputati, a tutela della dignità e credibilità della polizia di Stato. Alcuni dirigenti sono stati invece addirittura promossi e oggi si trovano a coprire incarichi delicati e di altissimo livello con il peso di condanne di secondo grado molto gravi e in aggiunta l’interdizione dai pubblici uffici. Le dimissioni o la sospensione dagli incarichi ci sembrano a questo punto una questione di lealtà ai princìpi della democrazia, oltre che l’unico segnale chiaro da inviare a tutti i cittadini affinché episodi del genere non si ripetano. E attendiamo ancora le scuse da parte dei vertici dello Stato.

Genova, 19 maggio 2010

Comitato Verità e Giustizia per Genova

UNA SENTENZA PREZIOSA, ORA LE DIMISSIONI
Ci sono voluti nove anni e due sentenze, ma alla fine il tribunale di Genova
ha dato forma giudiziaria a una verità storica che già conoscevamo: alla scuola
Diaz il 21 luglio 2001 furono violati i corpi, le leggi, la Costituzione, l’idea stessa dello stato di diritto.
Un orrore incompatibile con la nozione di
democrazia. Perciò la sentenza di martedì sera, con le condanne che
colpiscono per intero la catena di comando, è importante e preziosa: ripristina
un principio di verità e di equità, può essere un punto di risalita per le
istituzioni.
Già all’epoca del rinvio a giudizio avevamo chiesto la sospensione dei
dirigenti imputati, a tutela della dignità e credibilità della polizia di
Stato. Alcuni dirigenti sono stati invece addirittura promossi e oggi si
trovano a coprire incarichi delicati e di altissimo livello con il peso di
condanne di secondo grado molto gravi e in aggiunta l’interdizione dai pubblici
uffici. Le dimissioni o la sospensione dagli incarichi ci sembrano a questo
punto una questione di lealtà ai princìpi della democrazia, oltre che l’unico
segnale chiaro da inviare a tutti i cittadini affinché episodi del genere non
si ripetano. E attendiamo ancora le scuse da parte dei vertici dello Stato.
Genova, 19 maggio 2010
Comitato Verità e Giustizia per Genova

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