Com’è triste questo gioco: le nuove dipendenze e l’ipocrisia dello Stato

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Giada Tognazzi per l’Altracittà

Nel nostro paese sta prendendo sempre più piede una nuova forma di disagio sociale: la dipendenza dal gioco d’azzardo, definzione in cui sono compresi tutti i giochi nei quali si scommettono soldi senza la richiesta di alcuna abilità, dove tutto è lasciato al caso. E non dobbiamo pensare ai tappeti verdi del casinò, ma alle scommesse sui cavalli, sulle partite di calcio, al lotto, superenalotto, al gratta e vinci, al videopoker, al bingo e alle slot machine del tabaccaio sotto casa. Anzi, alle NewSlot, un settore che dal 2006 ha fatturato 15,4 miliardi di euro (più del 40% dell’intera rendita dei giochi gestiti dai Monopoli di Stato) e che per il 2007 prospetta una chiusura intorno ai 19 miliardi di euro.

Le vittime del business
Ma di chi sono i soldi che vanno ad arricchire le tasche dei Monopoli? Sono dei 13 milioni di italiani di giocatori abituali. A tanto arrivano le stime delle statistiche, e di questi, 150mila rischiano seriamente di ammalarsi di Dipendenza Patologica. In questi 13 milioni inoltre ci sta dentro di tutto: adolescenti, professionisti, pensionati, casalinghe, uomini e donne di tutte le età e classi sociali. E il trend è in assoluta crescita, anzi il business. Perché è di questo che si tratta, dal momento che c’è un preciso impegno da parte dello Stato a farlo fruttare sempre di più. Come? Per prima cosa sta aumentando l’offerta del gioco, per renderlo sempre più accessibile: ad esempio le città sono completamente tappezzate di slot machine, i tabaccai sono strapieni di gratta e vinci e biglietti della lotteria di tutte le specie, per non parlare poi delle scommesse sportive. E intanto le tasche della gente si svuotano. Su questo punto, destra e sinistra si intendono e ogni finanziaria ha avuto il suo azzardo: nel 1998 entra in vigore la scommessa sportiva (dalle 8 alle 23 negli oltre ottomila punti predisposti), nel 2003 si è dato il via libera ai videopoker, dal 2005 il lotto non si gioca più due volte alla settimana ma tre ed è stato introdotto il gioco on line, comodamente a casa, mediante prepagati controllati dai Monopoli. Cosa dire poi delle 250mila sale Bingo? Una politica che dà i suoi frutti: dal 2000 al 2004 c’è stato un incremento del 50% nella spesa degli italiani per giochi, pubblici e illegali. Parallelamente all’aumento delle persone che giocano e si indebitano, aumenta la criminalità che si annida fin dentro i Governi, basti pensare allo scandalo che ha coinvolto Giorgio Tino, direttore dei Monopoli di Stato (nominato dalla destra e, benché indagato, confermato dalla sinistra), accusato di aver favorito le inadempienze di dieci concessionarie private di NewSlot che dal 2004 al 2005 hanno intascato 98 miliardi, tenendo sul mercato macchinette scollegate alla rete nazionale e quindi non controllate dallo Stato. Per non parlare poi dei sospetti sui rapporti tra Monopoli e malavita: sotto accusa una serie di licenze rilasciate dai Monopoli, che sarebbero servite ad immettere sul mercato schede contraffatte per videogiochi da bar.

E mentre Stato e criminalità organizzata si spartiscono la torta, la gente si ammala di una nuova dipendenza. A Firenze il fenomeno è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi dieci anni. Basta fare un giro per i quartieri della città: quasi tutti i bar e i tabaccai hanno una Slot. Inoltre sono tantissime le bische clandestine. Sempre più persone si rovinano con il gioco e sviluppano una dipendenza. È un fenomeno trasversale, può colpire chiunque, anche perché ce n’è per tutti i gusti.

I Giocatori Anonimi
Per far fronte a questo disagio anche nella nostra città sono nati dei gruppi di auto – aiuto di Giocatori Anonimi. Originariamente, l’Associazione Giocatori Anonimi nasce a Milano, come una costola di Alcolisti Anonimi, nel 1999. Successivamente, con il diffondersi del disagio, sono sorti altri gruppi in differenti parti d’Italia.
A Firenze i Giocatori Anonimi hanno iniziato a riunirsi nel 2001, presso la sede della Misericordia di via delle Panche.
Adesso l’Associazione ha deciso di far partire un nuovo gruppo, che si riunirà alle Piagge. Qualche tempo fa si è tenuto un incontro (aperto a tutti) di presentazione presso il Centro Sociale Il Pozzo di via Lombardia. Abbiamo parlato con uno dei membri di questo gruppo, R.

Chi sono in concreto i Giocatori Anonimi?
Si tratta di un gruppo di persone completamente autogestito, uomini e donne che vogliono uscire dalla dipendenza dal gioco e che mettono in comune la loro esperienza al fine di aiutare se stesse e gli altri a risolvere il proprio problema. Giocatori Anonimi è indipendente, non è affiliata a nessuna istituzione, partito o organizzazione. L’anonimato è una delle prerogative del gruppo ed è garantito ad ogni suo membro. Non ci sono tasse di iscrizione o cose simili, tutto è gratuito ed autogestito. Del resto non ci sono spese, se si esclude un modesto contributo per l’affitto delle stanze per la riunione o per comprare una bottiglia d’acqua e fare qualche fotocopia del materiale che può servire nel corso dell’incontro.

Come si svolge un incontro?
Durante l’incontro parliamo e ognuno porta la propria esperienza, per questo viene definito un gruppo di auto – aiuto: si esce dalla solitudine e dall’isolamento, ci si rende conto che non siamo gli unici ad avere questo problema e ci si dà forza a vicenda. Si parla delle azioni concrete che si sono fatte per stare alla larga dal gioco, dei passi in avanti, oppure delle ricadute. Ci si consiglia a vicenda. Il nostro programma di recupero di basa sulla teoria dei “dodici passi”: il primo passo è riconoscere il problema e volerlo superare. Poi abbiamo un nostro motto, delle 24 ore: noi ci concentriamo per tenere a bada la dipendenza un giorno alla volta, e quando andiamo a letto, la sera, siamo contenti di aver passato altre 24 ore lontani dal gioco.

Trappole di Stato
Ma quanto si dovrà faticare in futuro per stare lontani dal gioco se il progetto è quello di trasferire tutto il settore in rete? Nel mese di novembre AAMS (Amministrazione dei Monopoli di Stato) ha dichiarato che è già pronto il decreto per mettere on-line alcuni giochi come il poker e il sudoku. Il Ministero dell’Economia prevede qualcosa come duecentomila nuovi giocatori e si frega le mani ipotizzando che ciascuno di loro sarà capace di spendere (o meglio perdere..) fino a duemila euro! È probabile che tra qualche anno anche Slot e Gratta e vinci siano completamente su internet. A quel punto anche i bambini potranno accedervi senza problemi. Inoltre, per coloro che non dispongono di una rete si sta già pensando a degli internet caffè concepiti ad hoc. A fronte di questa situazione, è indispensabile che i cittadini si organizzino dal basso per proteggersi e vigilare contro queste seducenti, ammiccanti e irresponsabili trappole di Stato.

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