24 settembre 2018

Colosso d’acqua

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Ha fatto un passo avanti decisivo il progetto di creazione di un’industria toscana delle acque. Delle magnifiche sette che sembravano puntare al 40% di Publiacqua, solo Acea Spa è arrivata fino in fondo. Il colosso romano di acqua e gas è stato il solo a presentare le due buste necessarie all’acquisto della quota della società che gestisce il sistema idrico di Firenze, ma la sua busta conteneva solo l’annuncio del proprio ritiro. Un colpo grosso quello della multiutility romana. Il Fiora spa di Siena e Grosseto e Acque spa di Pisa sono le aziende idriche che Acea si è già aggiudicata. E con il probabile 40% di Publiacqua anche il tassello più importante del puzzle toscano andrà al suo posto. In questo modo, il processo di aggregazione delle aziende di gestione del servizio idrico portato avanti da Cispel-Confservizi, associazione che riunisce le ex-municipalizzate, nel 2004 potrà decollare come previsto. L’elemento fondamentale per partire infatti c’è: un partner privato comune a più società, interessato ad aumentare dimensioni e sinergie. E con le quote di minoranza di Fiora spa, Acque spa e Publiacqua, Acea arriverà a servire i due terzi della popolazione regionale. Ma non è finita qui. Il colosso romano sembra aver fatto rotta su Livorno, dove è stata bandita la gara per la privatizzazione di Asa, società che gestisce acqua e gas dell’Ato 5 (ambito territoriale) – Toscana Costa, detenuta al 100% dal Comune livornese. Già nei mesi scorsi era stata tentata la cessione del 25%, ma questa volta la quota in vendita salirà al 40% e l’apertura ai privati sarà preceduta dalla scissione delle reti acqua e gas. Tra i pretendenti figurano anche Omniainvest di Roberto Colaninno, la Italgas dell’Eni, l’Hera di Bologna e l’Aguas de Barcelona, gruppo leader in Spagna e nei paesi sudamericani, in cordata con Gas Natural.
Se Acea si aggiudicherà anche la quota della società livornese, l’industria delle acque sarà sempre più una realtà. La sfida di una grande azienda toscana che gestisce un bene tanto prezioso quanto necessario si presenta difficile. Migliorare il servizio prestato “in casa” ed essere competitiva fuori dalla regione sono obiettivi che dovranno essere portati avanti in modo etico e rispettoso dei propri “clienti”. Ma allo stesso tempo dovranno essere raggiunti guadagni tali da rafforzare l’azienda. è la famosa quadratura del cerchio.

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