23 settembre 2018

Cittadinanza semplice per i neodiciottenni «stranieri», ma attenti ai tempi

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Silvia Pieraccini dal Sole 24 ore

Pochi lo sanno, ma i 287 comuni toscani sono pronti a colmare il gap di conoscenza: chi è nato in Italia da genitori stranieri, al compimento del 18esimo anno di età può acquisire la cittadinanza italiana con una semplice dichiarazione fatta all’ufficio di stato civile del comune dove abita. Nessuna incombenza burocratica, nessun test da superare, nessuna spesa da sostenere: solo una semplice attestazione di aver risieduto stabilmente in Italia fin dalla nascita, naturalmente con un regolare titolo di soggiorno. Unica condizione, posta dall’attuale legge sulla cittadinanza, è che la dichiarazione avvenga tra i 18 e i 19 anni d’età.
Compiuti i 19 anni la possibilità sfuma, ed è proprio questa finestra aperta solo per 12 mesi – una vera e propria deroga allo ius sanguinis che guida il nostro ordinamento – che ha spinto l’assessore al welfare della Regione Toscana, Salvatore Allocca, a inaugurare un’operazione di informazione a tappeto. Grazie a un accordo con Anci Toscana, nei prossimi giorni tutti i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, che abitano in Toscana e stanno per compiere 18 anni, riceveranno una lettera che, accanto agli auguri per il compleanno, ricorderà loro la possibilità di ottenere la cittadinanza attraverso un percorso semplice e veloce. «Anch’io sono toscano» s’intitola la lettera, pronta per essere spedita a qualche centinaio di giovani: i numeri non sono grandi, basti pensare che gli stranieri nati in Italia nel 1993, e dunque potenzialmente interessati ad acquisire la cittadinanza nei prossimi mesi, sono 7mila.
«Abbiamo deciso dare questa informazione perché molti non ne sanno nulla – spiega l’assessore Allocca (Rifondazione comunista) – e perché volevamo dare un segnale di accoglienza delle istituzioni». Del resto il problema della cittadinanza, aggiunge l’assessore, è «fortemente sentito da chi è nato in Italia da genitori stranieri ma non può godere degli stessi diritti dei cittadini italiani». Proprio per attenuare le differenze, la lettera ricorderà altre due possibilità offerte dalla Regione a tutti i giovani, anche a chi non possiede la cittadinanza: l’accesso ai bandi per il servizio civile regionale e quello alle agevolazioni per il diritto allo studio universitario.
La regola sulla cittadinanza, ovviamente, vale in tutta Italia, e il caso toscano non è isolato: proprio in questi giorni anche il sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, che è anche vicepresidente Anci, ha deciso di scrivere ai 39 neomaggiorenni reggiani figli di immigrati per spiegare la procedura per chiedere la cittadinanza sulla base della legge 91/1992. «È un atto dovuto di informazione per l’accesso a un diritto esigibile – ha spiegato il sindaco Delrio (Pd) -; questi giovani sono cittadini di fatto, ma rischiano di non saperlo».

Per informazioni sulla cittadinanza, i giovani di seconda generazione possono rivolgersi al numero al numero verde della Regione Toscana 800.860.070.

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