15 novembre 2018

CIE, pro o contro? Lettera aperta alla Federazione della Sinistra

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Riceviamo e pubblichiamo

Lettera aperta alle compagne ed ai compagni della Federazione della Sinistra
di Moreno Biagioni

Care compagne e cari compagni,

sono consapevole delle ragioni  e delle difficoltà che avete incontrato nel percorso per raggiungere un accordo con Rossi e con il PD per le prossime elezioni regionali.

Penso anche che il tentativo di essere presenti come sinistra nel Governo regionale sia da apprezzare, nonostante i limiti, i condizionamenti, le mediazioni da accettare.

Però mi rimangono notevoli perplessità su alcune affermazioni che, a conclusione di tale impervio cammino, sono contenute nel comunicato della Federazione della Sinistra e nelle dichiarazioni di Rossi. E perciò mi permetto di insistere (“repetita iuvant”).

I CIE non sono strutture variabili a seconda delle intenzioni delle varie realtà locali in cui vengono inseriti, ma sono strumenti, regolati in modo preciso da indicazioni a carattere nazionale, di una politica basata sulla discrimazione, sul non riconoscimento dei diritti, su una giurisdizione speciale per gli immigrati.

Non si tratta di non avere interesse per gli “acronimi”, come dice il candidato Rossi, ma di sapere con esattezza di cosa si parla.

In questo caso “le parole sono pietre” e i Centri di Identificazione e di Espulsione tengono fede al loro nome e servono solo a identificare ed espellere  (non sono, e non potranno mai essere, Centri di Accoglienza).

Il no ai CIE si collega, quindi, alla necessità di contrastare le politiche razziste e discriminanti del Governo, e della maggioranza che lo sostiene, e di costruire prospettive diverse.

E’ un no tutto politico, perchè  il potere centrale ha, se vuole, la possibilità di realizzare i CIE anche di fronte alla contrarietà delle autonomie locali interpellate.

Ma è un no che esprime la volontà di andare in un’altra direzione, come si è ritenuto opportuno di fare con la legge regionale sull’immigrazione, non a caso contestata dal Governo.

Bisognerebbe perciò, per essere chiari fino in fondo, rispondere ad alcune domande:

* siamo contrari, oppure no, alla detenzione di persone che non hanno commesso alcun reato (se non quello di essere irregolari)?
* ci opponiamo, oppure no, alla decisione, assunta da Berlusconi e soci, di far divenire reato la presenza irregolare del migrante sul territorio italiano?
* consideriamo ancora valida la legge regionale sull’immigrazione e pensiamo di attuarla, difendendola di fronte alle contestazioni del Governo e ad una prossima battaglia referendaria?
* riteniamo, o no, che le strutture di accoglienza che sarebbe estremamente necessario realizzare (per facilitare l’inserimento lavorativo di chi è rimasto disoccupato, per avviare processi d’inclusione dei richiedenti asilo e dei profughi, per rispondere tempestivamente alle ricorrenti situazioni d’emergenza) siano tutt’altra cosa dai CIE e facciano parte di un sistema alternativo rispetto a quello che si basa sui respingimenti e sulle espulsioni?
* valutiamo sempre come obiettivo irrinunciabile il cambiamento radicale dell’attuale normativa sull’immigrazione (la Bossi-Fini peggiorata dal “pacchetto scurezza”)?
* ci proponiamo ancora l’obiettivo del diritto di voto per le cittadine ed i cittadini migranti, conducendo anche come Regione una battaglia in questo senso?

Ho l’impressione che non si avverta appieno l’intreccio che vi è fra una coerente azione contro le discriminazioni, la xenofobia, il razzismo e la difesa della democrazia e della Costituzione, oggi a rischio come non mai da 60 anni a questa parte. E come tale azione debba avere dei punti di forza nelle Regioni governate dal centro-sinistra.

Cordialmente

Moreno Biagioni

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