26 settembre 2018

CIE, anche la Flc-CGIL Toscana contro Enrico Rossi e i suoi "compagnucci"

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Riceviamo dalla Federazione dei Lavoratori della Conoscenza  della CGIL ­ Toscana. Volentieri pubblichiamo

Ordine del Giorno sui Centri di Identificazione ed Espulsione e i Diritti dei Migranti

Il II° Congresso della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza (FLC) della CGIL toscana, riunitosi a Tirrenia (PI) in data 9-10.03.10, ribadisce con forza la posizione della CGIL Confederale contro le aberrazioni giuridiche e anticostituzionali dei campi di detenzione per gli immigrati cosiddetti “irregolari” ovvero i C.I.E. (Centri di Identificazione ed Espulsione, ex C.P.T., Centri di Permanenza Temporanea). In particolare la FLC-CGIL toscana si oppone a qualsiasi ipotesi dell’apertura di un simile centro nella Regione toscana e chiede, in sintonia con la CGIL Confederale, la chiusura di tutti i C.I.E. attualmente esistenti in Italia.

Se il Governo nazionale dovesse decidere di attivare un C.I.E. sul territorio della Toscana è parere di questo Sindacato che si tratterebbe di una iniziativa irricevibile e la Regione Toscana dovrebbe negare qualsiasi collaborazione istituzionale. Infatti non è possibile ipotizzare un campo di detenzione che sia “più umano” o “accogliente”: vanno chiusi punto e basta. I C.I.E. sono in palese contrasto con lo spirito della Legge toscana sull’immigrazione. La Toscana deve continuare a rimanere un esempio per il resto dell’Italia e non potrà mai accettare un lager per gli immigrati sul proprio territorio.

Secondo la FLC-CGIL toscana:
– non si può considerare reato una semplice irregolarità amministrativa, e comunque per chi commetta reati esistono le normali procedure penali;
– non si possono prevedere fino a 18 mesi di detenzione solo per una condizione esistenziale di persone che non hanno commesso alcun reato e che spesso sono in condizione di “irregolarità” a causa di leggi che negano la possibilità di avere documenti regolari, creando un paradossale corto circuito;
– non può esistere un diritto separato per le lavoratrici e i lavoratori migranti in questo paese;
– non si deve mai più ripetere l’abominio delle Leggi Razziali in Italia.

Le condizioni inumane dei C.I.E. in Italia sono state oggetto di condanna senza appello non solo da parte dei sindacati ma anche da parte di numerose altre realtà istituzionali e del volontariato (da Amnesty International ai Medici Senza Frontiere, dalla Commissione De Mistura istituita dal precedente Governo Prodi, al Convegno di oltre 100 giuristi tenuto a Lampedusa il 11-12 settembre 2009).

Oggi in Toscana ci sono 309.651 stranieri residenti, di cui il 51% sono donne e 209.790 sono occupati. Secondo i dati dell¹ISTAT i lavoratori immigrati in Toscana ricevono il 21,6% di salario in meno dei dipendenti italiani in Toscana. Banca d’Italia stima che all’immigrato ritorna solo la metà delle tasse che paga in termini di pensione, sanità e prestazioni a sostegno del reddito. Il sindacato deve difendere i diritti di queste donne e questi uomini, a partire dalla separazione del legame fra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro, soprattutto in un momento di crisi come quella attuale nella quale centinaia di miglia di lavoratori stanno perdendo i loro posti di lavoro in Italia e quindi migliaia di immigrati stanno diventando ³irregolari² secondo le politiche razziste del Governo delle Destre.

L¹immigrazione in Italia non deve essere affrontata come mera questione di sicurezza, nell’ottica del razzismo istituzionale di questo Governo. Le politiche dell’integrazione sono l’unico modo efficace e rispettoso dei diritti umani per accogliere le lavoratrici e i lavoratori migranti: una risorsa per il futuro del nostro paese che va potenziato e non criminalizzato.

La FLC-CGIL toscana chiede:
– solidarietà e accoglienza per le lavoratrici e i lavoratori immigrati in Toscana e in Europa;
– regolarizzazione per tutti gli immigrati che lavorano e vivono sul territorio;
– mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro;
– fine dei respingimenti e l’abrogazione degli accordi bilaterali che li prevedono;
– diritto di asilo per rifugiati e profughi;
– abrogazione della Legge razzista Bossi-Fini sull’immigrazione;
– diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutte e tutti.

In particolare ribadiamo di essere contrari all¹l’introduzione del tetto del 30% alla presenza, nelle classi scolastiche, di alunni privi di cittadinanza; una misura che riteniamo demagogica, ideologica, fuorviante e razzista; una proposta che invece di favorire processi di carattere interculturale, li ostacola, li respinge e provoca lo sviluppo di culture xenofobe.

Infine la FLC-CGIL toscana sosterrà con convinzione la campagna antirazzista che sarà promossa dalla CGIL nazionale, insieme ad altre organizzazioni, dal 1 al 21 marzo, giornata internazionale contro il razzismo promossa dall’ONU.

II° Congresso della FLC-CGIL toscana – Tirrenia (PI) – 9-10 marzo 2010

FLC-CGIL toscana
Tel. 055/5036219 ­ fax 055/5036270
Via Pier Capponi, 7 ­ 50132 Firenze

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