Chi salverà San Salvi?

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di Andrea Mugnaini

“San Salvi città aperta” è il titolo del programma estivo di spettacoli dei Chille de la balanza, compagnia storica di teatro che dal 2002 svolge la sua attività negli spazi dell’area San Salvi. Grazie anche a questa iniziativa, parte dei padiglioni dell’ex ospedale psichiatrico si sono aperti alla città con iniziative culturali, spettacoli, o semplicemente come un luogo dove incontrarsi, bere una birra e passare una serata in compagnia. E così è stato: con il bar-ristorante della cooperativa sociale Ulisse, con l’attività dei Chille, con la storica presenza del centro di attività espressive “La Tinaia”.
Adesso “San Salvi città aperta” sembra descrivere bene la fase di attuale evoluzione di questo parco di 32 ettari, il più grande di Firenze dopo quello delle Cascine. è aperto il futuro di San Salvi, ma non tutte le soluzioni proposte sono auspicabili. Nuova zona residenziale? Parcheggi, uffici? Attività commerciali e forte aumento della viabilità con gravi ripercussioni sugli aspetti ambientali? Motivi per preoccuparsi ce ne sono molti.
Un gruppo di cittadini ha formato il comitato “San Salvi chi può”, che contesta il piano urbanistico che rivoluzionerà l’area. Giandomenico Savi, uno dei membri del comitato sottolinea: “Ci opponiamo al metodo e al merito del piano. Il nostro obiettivo è una moratoria del progetto e la proposta di nuove soluzioni che prevedano il coinvolgimento diretto della cittadinanza. Nel merito respingiamo l’idea che per recuperare l’area di San Salvi occorra venderne una parte ai privati attraverso la costruzione di abitazioni di lusso. Il parco deve mantenere la sua integrità come area pubblica, nel rispetto dell’impronta ecologica e ambientale. Rifiutiamo la filosofia della limitazione del danno”.

Al male minore, invece, sembrano ormai rassegnati i Chille de la balanza. Claudio Ascoli, fondatore della compagnia, sottolinea: “Il nostro contratto scade il 31 dicembre 2004. Nessuno sa cosa accadrà dopo. Il Comune ci ha assicurato che avremo una nuova destinazione all’interno dell’area, nei padiglioni dell’ex cinema-teatro. Sono capannoni dismessi, inutilizzabili al momento. Chi pagherà la ristrutturazione? Noi chiediamo che sia il Comune ad assumersi questa spesa; chiedere di farlo ai Chille significa penalizzare pesantemente il programma di attività culturali”.
Gli operatori del Centro La Tinaia, che dal 1975 si occupa dell’attività di riabilitazione e socializzazione dei pazienti psichiatrici, non sanno quale sarà il proprio destino. Uno di loro, Riccardo, afferma: “La cosa più importante è la conservazione della memoria storica. Questi muri parlano e sono testimoni di vite e racconti. Attraverso i quadri, i disegni e la ceramica le persone che sono passate di qui hanno raccontato esperienze e sensazioni che non riuscivano a esprimere attraverso le parole. Non so quale sarà il futuro della Tinaia, probabilmente ci troveranno un’altra sistemazione, certo che stravolgere il parco e le sue attività non sembra la soluzione migliore”.
E il Comune cosa dice? L’assessore all’Urbanistica Gianni Biagi accoglie parte delle critiche ma difende la bontà del progetto che punta alla riqualificazione dell’area. “Non verranno costruiti nuovi edifici all’interno del parco se non quelli destinati all’edilizia pubblica e universitaria. è interesse di tutti conservare la memoria storica del luogo: i camminamenti, la biblioteca, le attività sociali e culturali. A questo proposito posso assicurare che la cooperativa Ulisse, la Tinaia e i Chille de la balanza non scompariranno. Al massimo saranno ricollocati in un’altra zona di San Salvi. Infine siamo pronti a rivedere e migliorare il piano secondo le indicazioni dei dipartimenti universitari e dei comitati cittadini”.
Una volta raccolta e vagliate le osservazioni, il piano urbanistico tornerà in consiglio comunale. Ci sono ancora quattro mesi per discutere del futuro di San Salvi, per salvare, preservare o migliorare l’area. Il dibattito, per il momento, è ancora aperto.

La Tinaia
Il Centro di Attività Espressive La Tinaia è un atelier collettivo di pittura e ceramica sorto alla metà degli anni Settanta all’interno dell’Ospedale Psichiatrico di Firenze e tuttora attivo. La Tinaia, fondata da due infermieri appassionati di arte, si distingue da altre esperienze analoghe per una attenzione prioritaria alla libera espressione dei suoi frequentatori, accompagnata da una decisa indipendenza da modelli e teorie psichiatriche. Fin dai primi tempi di attività le opere realizzate alla Tinaia si dimostrano di rara qualità superando la semplice finalità terapeutica per rientrare a pieno titolo nel campo dell’espressione artistica. Numerose le mostre e le collaborazioni con musei e gallerie di tutto il mondo.

Chille de la balanza
Chille de la balanza è una compagnia storica del Teatro di ricerca italiano, nata a Napoli nel 1973. All’inizio, la compagnia si dedicò al recupero delle tradizioni popolari: Chille de la balanza, “quelli della bilancia” è il nome di venditori di ortaggi che, nella Napoli tra fine ‘600 ed inizi ‘700, andavano in giro muniti di bilancia – la balanza appunto – a vendere la loro mercanzia mentre ascoltavano dalle donne storie ed aneddoti di vita quotidiana che poi la sera, davanti a un bicchiere di vino, raccontavano e cantavano a modo loro nelle osterie del centro antico.
Dal 2002 i Chille si sono stabiliti a San Salvi presentando un progetto triennale su “Teatro tra Rappresentazione e Vita”. A metà ottobre nuovi appuntamenti con i Chille. Per informazioni www.chille.it oppure 055.6236195.

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