Chi morde chi

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Ci sono alcune classiche storielle che vengono raccontate in tutti i corsi di giornalismo, per spiegare cos’è una notizia e come va scritto un articolo. Una di queste è la storiella del cane e del bambino. Se un cane morde un bambino, si dice, non c’è nessuna notizia, son cose che capitano tutti i giorni. Se un bambino morde un cane, allora sì che c’è la notizia: è un episodio insolito, che salta all’occhio, una stranezza. Si chiama “notiziabilità” e il buon giornalista la sa fiutare, capisce subito se c’è o non c’è.
Mai come ora questa massima sembra violata a ripetizione. Giornali e TG sono pieni di articoli e servizi su persone morse da cani. Che sarà successo ai giornalisti? Si sono tutti improvvisamente convertiti ad una nuova scuola?
Bè, qualcuno obietterà, non è questo l’unico criterio di notiziabilità, ci sono altri fattori da valutare. Vero. Ad esempio, se c’è un ministro che decide che oltre 100 razze di cani sono pericolosi, vanno tenuti con museruola e guinzaglio, che i minori di 18 anni non li possono possedere, che ci vuole un’assicurazione obbligatoria… Se a molti appare ovvio che di conseguenza un gran numero di cani verranno abbandonati… Allora sì, un altro criterio di notiziabilità c’è. Fa notizia, evidentemente, tutto ciò che conferma la tesi del ministro e distoglie l’attenzione dai problemi che certe ordinanze possono creare. E se per caso un bambino morde un cane, chi se ne importa. Anzi, diciamolo pure: se un bambino morde un cane, fa proprio bene. Così vanno trattate, ‘ste bestiacce.

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