Chi ha sete, paghi

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L’azienda Suez, che possiede l’8,6% dell’azienda Acea, è messa sotto accusa da diverse campagne, fra cui “Gange is not for sale” (il Gange non è in vendita), lanciata dall’economista Vandana Shiva. Ogni giorno infatti Suez rivende all’Ente idrico dell’India, ad un prezzo dieci volte superiore a quello che paga, 635 milioni di litri d’acqua estratta dal fiume. Oggi le disponibilità di acqua del paese sono molto scarse e nonostante ciò ogni famiglia spende circa il 25% del proprio reddito per acquistarla. Come se non bastasse, a saccheggiare l’India ci si mette anche Coca Cola, da tempo criticata perchè utilizza enormi quantità d’acqua: nel 2002 per produrre un litro di prodotto finale sono risultati necessari alle fabbriche indiane 3,12 litri d’acqua. E da questo calcolo sono esclusi i consumi utilizzati per la pulizia degli impianti e delle bottiglie. Negli ultimi tempi però sembra esserci stata una razionalizzazione: nel 2004 i litri d’acqua necessari per un litro di Coca Cola sono diventati 2,72, con una riduzione annua del 6%. Tutt’altro che soddisfatti gli attivisti locali, che commentano: “è ridicolo!”.

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