24 settembre 2018

Chi è Matteo Renzi e perché ci perseguita?

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battuto da Bersani come candidato premier, si ripresenta come unico candidato in grado di portare il Pd alla vittoria nelle prossime elezioni. Autorevoli opinionisti, inizialmente ostili, hanno cambiato idea e lo vedono ora come l’estrema possibilità di salvezza di un partito lacerato e perdente: Matteo Renzi, in grado di recuperare voti sul fronte moderato e in effetti assai più gradito agli elettori di destra che di sinistra; una candidatura a premier – in stile Pdl – fatta sul personaggio e non sulla politica. Questa è appunto la domanda: quale è la politica di Matteo Renzi, ovverosia quali sono i valori e gli obiettivi che propone al paese? Domanda cui non è facile dare risposta, data l’evasività di Renzi su questo punto e dato il fatto che il suo programma per le primarie è collocato su un piano quasi esclusivamente efficientista, fatto di ricette come ‘snellire’, ‘semplificare’, ‘ridurre la burocrazia’, e simili.

Tuttavia, spesso ci si dimentica che Renzi è da quattro anni Sindaco di Firenze e che i suoi valori, la sua politica, possono essere valutati su quanto ha fatto o non ha fatto per la città. Ricordiamo solo quattro casi significativi: l’approvazione del Piano Strutturale, la pedonalizzazione di piazza del Duomo e dintorni, l’avviso pubblico affinché che le nuove destinazioni del Regolamento Urbanistico siano proposte dai privati piuttosto che dall’amministrazione, la previsione di parcheggi sotterranei nelle piazze del centro storico, costruiti e gestiti in project financing. Queste operazioni ci raccontano molto di Renzi: la pedonalizzazione dell’area centralissima di Firenze (di per sé una buona idea) è avvenuta senza alcuna considerazione su cosa sarebbe accaduto in altre parti di città, ora ancora più invivibili per il traffico ed è contraddittoria con la scelta sciagurata di portare e radicare nuove macchine nelle piazze medievali.

Il piano strutturale, falsamente dichiarato a volumi zero, ha gli stessi difetti di quello del Sindaco Domenici, non adottato. Viceversa, in questi anni si è ancor più rafforzato l’appiattimento dell’economia fiorentina sulla ‘rendita medicea’. Il centro – pedonalizzato e non – è ormai un osceno suk (sia detto senza offesa per i suk) in cui si vende ogni genere di paccottiglia e il Comune stesso è entrato da protagonista nel mercato, offrendo l’uso dello spazio pubblico al migliore offerente. Il filo che unisce questi provvedimenti è l’idea che la progettualità privata si identifichi con l’efficienza, anche quando è fatta da iniziative individuali scollegate e senza un disegno complessivo.

Ed è proprio questo ciò che manca alla politica del Sindaco Renzi: una visione complessiva dei problemi, un’idea strategica di città fatta di scelte coraggiose, innanzitutto a favore dei residenti – cittadini stanziali o provvisori. Analogamente a livello nazionale: Renzi piace per la battuta pronta, perché spicca fra le cariatidi politiche e pare che faccia breccia anche nelle elettrici. E’ furbo, perché approfitta dell’orribile governo delle larghe intese per presentarsi strumentalmente come campione dell’antiberlusconismo. A giudicare dalla performance di Sindaco e dalle dichiarazioni, la sua politica da premier si baserà su efficienza, liberalizzazioni e privatizzazioni. L’unica speranza sarebbe se mantenesse fede alla promessa (nel programma delle primarie) di rivedere alcune grandi opere, inutili e costose, a favore di quelle piccole e diffuse sul territorio. L’abbandono della Tav in Val di Susa e delle tante autostrade in progettazione, ma in generale di scelte infrastrutturali e urbanistiche fatte per mettere al sicuro i finanziamenti degli istituti di credito, la rottura del cartello banche-grandi imprese-cooperative-mondo politico-casta, questa sì che sarebbe una svolta a sinistra. Dubitiamo però che raccoglierebbe gli stessi consensi dagli opinionisti che stravedono per Renzi: in grado di riavviare il sistema, quello attuale, non di proporne uno diverso.

0 Comments

  1. alfredo

    PROFEZIA?????secondo me Renzi il PD non lo farà mai premier ricordate tutti gli insulti della base appegiata dai vertici … Bersani, la livia turco d’alema, finocchiaro, ecc…ecc…
    glihanno anche sputato e pensate che sia finito tutto in taralucci e vin santo …balle il prossimo premier per il PD sarà letta che prenderà i voti anche dalle destre per via dello zio letta ricordatevelo questa è la realtà renzi viene tenoto bravo con promesse che all’ultimo gli diranno grazie ma tocca a letta saluti

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