Cherosene a colazione. La vita sotto gli aerei, a Quaracchi

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Elisa Ciani dal Nuovo Corriere di Firenze

Ormai ci sono abituati. Ma questo non significa che il disagio non continui a gravare pesantemente sulle loro teste. Un rumore assordante che costringe ad interrompere le conversazioni telefoniche, le lezioni in classe, l’ascolto della tv. E e quell’odore forte di cherosene che si respira che si respira dalla colazione alla tisana della notte. Questo è l’aeroporto Vespucci secondo gli abitanti di Quaracchi e Peretola, che tremano all’idea della nuova pista per aumentare le capacità aeroportuali di Firenze. “Perché tanto si sa che una pista orientata diversamente significa più aerei e di dimensioni maggiori quindi più inquinamento acustico e atmosferico – racconta Grazia, che abita in via di Cammori, il cono di atterraggio degli aerei – e la cosa più desolante è che gli interessi economici che vertono attorno al Vespucci sono passati e passeranno avanti alla salute dei cittadini della Piana. Oltre all’aeroporto subiamo smog e traffico proveniente da via Pistoiese e via Pratese, che si riversa nelle strette vie dei borghi. Presto per completare il quadro entrerà in funzione anche l’inceneritore di Case Passerini, non ci fanno mancare proprio niente”.
I cittadini denunciano orari, distanze da terra e traiettorie antirumore non rispettate e, se l’aeroporto dovrebbe essere chiuso dalle 23 alle 7, “il primo aereo ci dà la sveglia alle 6.35 e spesso l’ultimo transita dopo mezzanotte” raccontano gli abitanti. Camminando per le vie di Ouaracchi e Peretola si ha l’impressione che gli aerei sfiorino i tetti delle case e qualcosa di simile è successo davvero. “Quando passa un aereo trema tutto e tempo fa al nostro vicino di casa lo spostamento d’aria ha sradicato la canna fumaria, io ero in cortile e ho assistito alla scena – racconta Nello – gli addetti di Adf hanno provveduto subito a riparare il danno ma il pericolo resta”. Paola fa la parrucchiera a Quaracchi e abita non molto distante dal suo negozio e racconta: “Gli aerei qui scandiscono il tempo, ne passa uno ogni 5 minuti proprio sui tetti delle case e tra rumore e inquinamento la situazione è insostenibile – continua, questa era una bellissima zona tranquilla e ora è diventata invivibile, non solo per l’aeroporto, nessuno ci vuole stare più tant’è che le botteghe chiudono una dietro l’altra e pure il valore degli immobili è sceso a picco”.
Nato come campo di volo agli inizi degli anni ’30, l’aeroporto negli anni si è ampliato, “incontrollatamente” secondo gli abitanti, e oggi si gioca la battaglia con il Galilei di Pisa. Avere l’aeroporto in città in fondo piace a chi lo usa “ma non si può pretendere di estenderlo all’infinito perché la sua collocazione non lo permette”, afferma Silvia che l’aereo lo prende, ma lo vede anche volare sopra la sua testa. “Ridimensionamento, questo serve se non si vuol dare il colpo di grazia alla Piana e i suoi abitanti. Ma tutto dipende da che logica si vuoi seguire, quella degli interessi economici o quella della sostenibilità ambientale – afferma Andrea del gruppo di cittadini “Nodo a Nord Ovest” – potenziamento significa più aerei e quindi più inquinamento e una pista riorientata forse toglie gli aerei dai tetti di Quaracchi e Peretola, ma li sposta su quelli di Sesto e Campi: riteniamo non sia questa la soluzione”.

0 Comments

  1. brunello martelli

    sono un cittadino che non ama i voli e penso che una pista di atterraggio per aerei che passano pochi metri sopra una autostrada sia una cosa assurdaper ora e criminale al primo incidente.

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