14 novembre 2018

Cento milioni buoni buoni

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Supera i 100 milioni di lire, oltre 50.000 euro, la raccolta di risparmi confluiti nel Fondo etico della Comunità di base delle Piagge. Operativo dal maggio del 2000, vi aderiscono ad oggi 41 famiglie e 19 sono i prestiti attivati, di cui 3 già estinti. A Simone Ravenni, membro della commissione del Fondo etico, chiediamo di spiegarci finalità, funzionamento e attività di questo percorso di finanza etica.

Le finalità
Il Fondo etico è nato alle Piagge per le Piagge. E’ un progetto di autogestione del microcredito strettamente legato al territorio. Le persone che non possono accedere al credito tradizionale delle banche sono vittime di un processo di esclusione sociale che non permette loro di uscire dalle situazioni di disagio. Il Fondo etico è una risposta all’esclusione, un tentativo di consentire alle persone di essere soggetti attivi che partecipano in prima persona a progetti di autoaiuto e autorecupero. L’importante non è quanto si dà o quanto si riceve, ma il grado di partecipazione alla costruzione di un percorso condiviso di finanza etica e di uso critico del denaro. Il fondo quindi nasce con l’obiettivo di restare una struttura leggera e soprattutto “nasce per morire”, nel senso che quando non ci sarà più alle Piagge saremo tutti contenti perché vorrà dire che non ce n’è più bisogno.

Chi può partecipare
Tutti possono partecipare come soggetti finanziatori. Abbiamo appena appreso che una signora di Viareggio ha aderito al nostro fondo. Ma per essere finanziati bisogna essere residenti nel quartiere oppure chiedere finanziamenti per progetti che abbiano una ricaduta etica e sociale sulla realtà delle Piagge.

Come funziona
Il Fondo è gestito dall’assemblea dei soci (finanziati e finanziatori) che si riuniscono periodicamente per decidere chi o quali progetti finanziare. Una commissione costituita da 8 membri della Comunità delle Piagge più un consigliere di MAG 6 (vedi box) avviano l’istruttoria per prendere in esame le richieste avanzate e l’assemblea poi decide. Il 40% del fondo è destinato al mutuo soccorso, mentre il 60% a progetti con ricadute nel territorio. Il prestito deve essere restituito entro tre anni con un tasso d’interesse pari al tasso d’inflazione più 1,5% destinato a MAG 6 per il pagamento delle spese gestionali. Il fondo delle Piagge invece è gestito da volontari e sostenuto con i soldi raccolti attraverso feste o donazioni. Il risparmiatore finanziando blocca i suoi risparmi per un anno, ma partecipa direttamente alla gestione di tutta la cassa, promuovendo la crescita e lo sviluppo del proprio quartiere. Insomma, oltre a percepire un interesse sulla somma versata (pari a quello del tasso d’inflazione), il risparmiatore ci guadagna in qualità della vita.

La relazione umana
La conoscenza e la fiducia nelle persone e nei progetti costituiscono la garanzia per accedere al credito. La scommessa non è giocata sul patrimonio!

I prestiti già realizzati
Dei 19 prestiti, 13 riguardano famiglie in difficoltà, mentre 6 la promozione di attività lavorative nel quartiere.

Nasce il fondo per i detenuti
E’ l’ultimo progetto accolto dal Fondo etico. Si tratta del risultato di un lungo lavoro della commissione detenuti di Sollicciano che, col sostegno dei volontari, è riuscita attraverso feste ed iniziative a raccogliere soldi per far fronte ai bisogni minimi dei detenuti (acquisto di una tessera telefonica o di un biglietto del treno…). Il Fondo ha accettato la richiesta di far transitare i soldi raccolti sul conto corrente postale della Comunità di base.

PER INFORMAZIONI E ADESIONI AL FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
Simone Ravenni – Telefono 055/307342
Massimo Cappelli – Telefono 055/8493013
C.C.POSTALE 24725509 intestato alla Comunità di Base delle Piagge, causale ‘Fondo Etico e sociale’

Cos’è una MAG?

MAG significa mutuo autogestito. Sono esperienze di gestione trasparente e partecipata del microcredito. Esistono in Italia – nel centro e nel nord – da oltre 20 anni. MAG 6 ha sede a Reggio Emilia e il Fondo etico della Comunità delle Piagge è un progetto autonomo che si appoggia a MAG 6 per la gestione dei contratti.

Le Piagge – Grand Yoff (Dakar, Senegal), andata e ritorno

Gran parte dell’economia africana si regge sul settore informale. Le “tontines” (dal nome di un napoletano, in realtà…) ne sono un esempio. Si tratta di forme autogestite di microcredito, salvadanai collettivi gestiti da donne che a rotazione hanno diritto ad un prestito per piccole spese. Nel marzo 2000 pubblicammo su l’Altracittà un’intervista alle donne di un quartiere periferico di Dakar, Grand Yoff, che a partire dalle tontines hanno dato vita ad una Cassa di Risparmio popolare accessibile a tutti per il finanziamento di piccole attività. Non solo. Queste donne sono riuscite anche a finanziare il recupero urbano di una periferia colpita dalla malaria e dimenticata da tutti. Cooperazione, solidarietà e tanta creatività sociale: questa è stata la ricetta. Una scommessa – a quanto pare – per tante periferie.

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