Cento luoghi, De Zordo: "Si trasformino in Laboratori permanenti"

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Riceviamo e pubblichiamo

Trasformare le cento assemblee in “Laboratori permanenti di sperimentazione urbana”, per elaborare proposte per il governo della città e valutare l’operato dell’amministrazione. E’ questa la proposta illustrata oggi da Ornella de Zordo, capogruppo di perUnaltracittà, capace di dare un valore concreto ad un’iniziativa che rischia di rimanere puramente illusoria.

“Tenere 100 assemblee in contemporanea in una città come Firenze, sofferente di un antica carenza di rapporto tra governanti e governati, è un’idea indubbiamente accattivante – ha detto De Zordo. Ma se il tutto si risolve in un unico evento, avrà inevitabilmente un effetto puramente mediatico. A maggior ragione perché le cento assemblee pensate dal Sindaco si basano su modalità che addirittura smentiscono le regole di fondo della partecipazione, ad esempio quelle della sempre citata Legge Regionale sulla partecipazione. Secondo la quale chi entra in un processo partecipativo deve possedere le informazioni complete sul tema da trattare, deve avere la garanzia che la conduzione del dibattito sia imparziale e deve avere un tempo certo della durata del processo partecipativo.”

“Tutto l’opposto di quel che avviene per le 100 assemblee che vedono in una volta sola l’afflusso di molte persone che non hanno le informazioni necessarie per poter dibattere con pari opportunità sui vari progetti e che per di più sono tenute da delegati del Sindaco – ha continuato la capogruppo di perUnaltracittà – al massimo dunque si forniranno spiegazioni sui progetti dell’amministrazione e si ascolterà quello che i cittadini dicono a titolo personale, senza poter dare loro alcuna garanzia che quel che chiedono avrà un peso nelle decisioni della amministrazione.”

“Se davvero il sindaco vuole coinvolgere la cittadinanza nelle scelte per il futuro della città, trasformi queste cento assemblee in Laboratori permanenti di sperimentazione urbana, organi che si riuniscono periodicamente e che possono da un lato elaborare proposte per il governo di quella parte di territorio e dall’altra valutare l’operato dell’amministrazione. Allora, se si avviasse un serio percorso partecipativo, anche noi chiederemmo che venissero colmati i “vuoti” problematici che ora registriamo, dai 3 grandi cantieri della Tav, a Sollicciano – luogo rimosso su cui l’amministrazione ha competenze scarsamente esercitate – a via de’ Conciatori dove si sta alienando la Casa dei diritti sociali, ai luoghi negati dell’abitare sociale e altri spazi significativi, a partire da San Salvi, che completano la mappa di una città con uno spessore assai più ampio e variegato rispetto all’immagine stucchevole e monocorde della città-vetrina”, ha concluso Ornella De Zordo.

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