Carta di Firenze, uno strumento contro la precarietà nell’informazione

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Carola Del Buono per l’Altracittà

Carta di Firenze, uno strumento contro la precarietà nell’informazione
Si è concluso sabato 8 Ottobre l’evento “Giornalisti e giornalismi – libera stampa, liberi tutti” che si è tenuto a Firenze presso il cinema teatro Odeon.
In questa due giorni di incontri e dibattiti si è affrontato lo “scomodo” tema del precariato, portato anche in piazza con un presidio svoltosi venerdì sotto Palazzo Vecchio. Oltre ai giornalisti precari fiorentini, c’erano fra gli altri il gruppo “Re:fusi” (Giornalisti Veneti Freelance), sicuramente i più appariscenti e ben organizzati con magliette e striscioni, l’Associazione stampa Romana, e tanti altri collaboratori provenienti da tutta Italia, in totale quasi 350 giornalisti precari.
Al cinema Odeon in tanti sono saliti sul palco a raccontare le loro esperienze di lavoro, tutte diverse ma con numerosi punti in comune. Ad esempio il confine che separa i contrattualizzati dai precari: malgrado il contratto, anche i primi non sono affatto al sicuro da licenziamenti, dato che sostituirli con un precario costerebbe all’editore sicuramente meno. Inoltre molti collaboratori hanno denunciato di aver subito vessazioni da parte dei loro colleghi contrattualizzati, che spesso li disprezzano perché accettano di lavorare in quelle condizioni. Un altro problema che è emerso dalle testimonianze è il continuo ritardo – quando non l’assenza – dei pagamenti, già scarsi, e l’impossibilità di avere un riscontro da parte del sindacato in quanto i diritti spettano solo a chi ha già un contratto. Da qui la denominazione di “giornalista fantasma”.

Unico aspetto positivo, da tutti gli interventi viene fuori una grande passione per questo lavoro, e proprio per questa oggi i precari alzano la testa e dichiarano apertamente il proprio disagio esigendo il rispetto dei propri diritti.
Risultato finale di “Giornalismi e Giornalisti” è stata la scrittura della Carta di Firenze, documento redatto dal gruppo di lavoro sul precariato dell’Ordine dei giornalisti e poi arricchito col contributo dei partecipanti intervenuti a Firenze.
Tutti i giornalisti presenti alla rassegna infatti hanno contribuito attivamente alla sua stesura. Secondo Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine, «Con questa carta potremmo avere gli strumenti per aprire provvedimenti disciplinari nei confronti dei direttori, capiredattori, capi servizio, e di chiunque si presterà a fare da caporale, cioè a chiedere pezzi che vengano pagati 2 euro o anche meno”.
Il documento ora passa all’esame del consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
La “Carta di Firenze” specifica anche l’impegno verso il pagamento degli articoli scritti ma non pubblicati, il divieto del lavoro in redazione dei pensionati e stabilisce tariffe dignitose per i collaboratori. Gli iscritti all’Ordine che non rispetteranno queste regole potranno essere sanzionati dall’Ordine dei giornalisti.
La Carta è stata dedicata a Pier Paolo Faggiano, pubblicista di 41 anni di Brindisi, che collaborava con la Gazzetta del Mezzogiorno, morto suicida nel giugno 2011 anche a causa di una situazione lavorativa precaria e senza speranze.

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