Caro Vescovo

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che gli ha proibito di celebrare il matrimonio tra Sandra e Fortunato (vedi Altracittà 4/2007). Secondo il diritto canonico, “manca l’eterosessualità della coppia”, perché Sandra oggi è una donna, ma era nata maschio).
Le partecipo prima di tutto la mia pena per il modo col quale mi ha comunicato decisioni che sfiorano la condanna. Non è il modo del Vescovo che usa la sua paternità per correggere, ma del giudice che minaccia con i metodi dei tribunali.
Non mi avrebbe sorpreso una lettera che mi avesse invitato ad evitare il matrimonio ma che mi fosse stata di aiuto a proseguire un cammino all’interno della Chiesa per capire che cosa fare in situazioni come questa. Ma il “precetto” che mi ha inviato ha ben altro tono, senza peraltro mostrare alcun riferimento al Vangelo e alla Parola di Dio.
(…) Resta ferma la mia volontà di rimanere prete in questa mia Chiesa, e la mia sofferenza è davvero grande nel sentire il mio Vescovo così lontano. La mia ubbidienza al “precetto” si lega alla speranza che il problema e la richiesta della celebrazione non sia rimosso ma sia fatto oggetto di attenzione e di serio studio.
Nella celebrazione della Messa si è letto in questi giorni Gesù che dice che “il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato” (Marco 2,23). È l’invito a sentire e a riconoscere che noi, né Lei né io, siamo “padroni” né del sabato né padroni dei sacramenti, ma il Figlio dell’Uomo ne è il Signore e a Lui va la mia piena e incondizionata obbedienza.
Il precetto e la lettera allegata con le annotazioni insieme a questa mia saranno affisse sulla porta della sede della comunità. Ma ritengo che la questione di questo matrimonio abbia preso ora una dimensione tale da andare al di là della possibilità di un parroco. Credo che non basti rendere pubblico il “precetto” e la lettera che lo accompagna ma che sia necessario che lei venga a spiegare alla nostra comunità e agli interessati in che modo la Chiesa vuole essere per loro “segno e sacramento di salvezza”.
Resto in attesa di conoscere quando pensa di incontrarci. Penso che sia il modo più giusto per informare la gente.
Intanto, comunque, la nostra comunità continuerà a camminare insieme a Sandra e Fortunato e ad accoglierli senza preclusioni.

0 Comments

  1. renata innocenti

    Caro don Santoro, sono vicina a te e ai tuoi parrocchiani, che oggi si stringono intorno a te e ti riconoscoo padre e guida, sicuri della vicinanza di Dio padre di misericordia.

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