23 settembre 2018

Caro Luigi, stiamo arrivando. Lettera di DKm0 a De Magistris

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ma apprezziamo con convinzione la tua proposta di un incontro di “amministratori, movimenti, associazioni, le cittadine e cittadini” il 28 gennaio a Napoli. Questa lettera vuole appunto comunicare la partecipazione di Democrazia chilometro zero a spiegarne brevemente le ragioni.

DKm0, più che una rete o una associazione, è un luogo di confronto e lavoro comune animato da un gruppo di persone che, ciascuno nel suo lavoro e nel luogo in cui vive, si dà da fare per dibattere e mettere in pratica nuove forme di democrazia: di prossimità perché vicine e accessibili alle persone; rivoluzionarie perché radicali nella critica all’attuale modello economico: siamo per una “conversione ecologica” dell’economia e per la decrescita e per questo siamo anche partner dell’importante Conferenza internazionale sulla decrescita che si terrà a Venezia in settembre.

Il nostro punto di partenza è riassumibile nelle parole di Alberto Magnaghi (al congresso fondativo della Società dei territorialisti): “Siamo ostaggi di un potere globale libero dalla politica e di una politica locale priva di potere di intervento sulle variabili territoriali della crisi. Dunque una globalizzazione della diseguaglianza, una ripetizione su scala planetaria della separazione, che Manuel Castells denuncia, fra ‘spazio dei flussi’ (spazio globale ‘liberato’ dalla politica) e ‘spazio dei luoghi’ (etero-diretto)”.
In sostanza, viviamo attualmente in una sorta di “stato d’emergenza”, per quanto non ufficialmente dichiarato, che ha in pratica sospeso i diritti democratici dei cittadini e la legittimità delle istituzioni rappresentative. Di questa situazione i poteri economici e finanziari stanno approfittando per consolidare un regime autoritario, che mira a colpire lo statuto dei lavoratori e le residue resistenze contro l’onnipotenza delle leggi di mercato (per altro impazzite e stravolte dalla speculazione).
Tu stesso, nel chiamare all’assemblea del 28 gennaio, hai infatti scritto: “La voce della politica è flebile, mentre tuona quella della finanza e del mercato di cui si fa portavoce la ‘tecnocrazia’, soffocando gli stati, i governi e i parlamenti. Soprattutto soffocando le cittadine e i cittadini”.

A noi pare che questa consapevolezza si sia enormemente diffusa, in Italia e nel mondo, in particolare nell’ultimo anno, a partire dalle piazze della primavera araba fino a quelle della Spagna, degli Stati Uniti edi altri paesi. Scrive infatti, a proposito degli “indignados” spagnoli, Manuel Castells: “Verso dove vanno? Verso un’altra società, perché pensano che le istituzioni sono marce e che la crisi non è tale, ma una truffa dei potenti. Quel che potrebbe venire uscirà da un dibattito che includa l’insieme dei cittadini e dal quale nascano nuove forme di vita e di politica “.

Ecco, l'”insieme dei cittadini” è alla ricerca di “nuove forme di vita e di politica”.
Quel che noi ci chiediamo è se sia possibile in Italia una democrazia di nuovo genere. Una “democrazia a chilometro zero”, in cui il potere di decidere sia sempre più trasferito ai cittadini; se sia possibile una democrazia locale lievito di cambiamento globale, capace di radicalità positiva ed autonomia nella tutela dei beni comuni. Ci chiediamo quando anche nel nostro paese si prenderà atto che le forme antiche della politica, incluse quelle della sinistra del Novecento, hanno cessato – quanto meno – di essere efficaci. Quando si rinuncerà a cercare di riprodurre il passato, con organizzazioni “verticali”, guidate da “leader”, che si prefiggono soprattutto scopi elettorali.
Si tratta secondo noi di mettere nel giusto ordine le priorità. Un’assemblea come quella del 28 gennaio ha la virtù (grazie al messaggio di liberazione, di “scasso” dell’autismo della politica, che la tua elezione ha trasmesso, insieme al referendum sull’acqua), di mettere insieme non solo amministratori locali e movimenti, ma anche e soprattutto un gran numero di quei cittadini che concorrono alla miriade di iniziative civiche e comunitarie di resistenza alla devastazione del territorio in nome dello “sviluppo” e alle grandi opere; alla discriminazione e al patriarcato; alla riduzione delle persone in sotto-categorie senza diritti e prive di cura; alla distruzione del lavoro e dei suoi diritti, e così via.

Ma tutto questo sarà un esordio, e non una replica, se si vedrà quel che in effetti sta accadendo, e cioè, per usare le parole di Occupy Wall Street, che “decine di migliaia di persone, ogni giorno, stanno promuovendo ideali come la solidarietà, il mutuo aiuto, contro l’oppressione, per l’autonomia e la democrazia diretta messa in pratica… Attraverso un consensuale, non gerarchico e partecipativo autogoverno, stiamo letteralmente disegnando il quadro di un nuovo mondo da costruire qui ed ora – e funziona”.

E’ con questo spirito che vogliamo partecipare all’assemblea di Napoli e contribuire al dibattito con le nostre esperienze e le nostre idee.

Democrazia chilometro zero
www.democraziakmzero.org

Davide Biolghini (Area Formazione e ricerca Rete dell’economia solidale, Milano), Carlo Brunelli (architetto, Falconara), Paolo Cacciari (Associazione per la decrescita, Venezia), Stefano Casulli (Laboratorio giovanile sociale, Macerata), Alessandro Colella (Laboratorio giovanile sociale, Macerata), Maurizio De Zordo (No Tav, Firenze), Ornella De Zordo (capogruppo della lista di cittadinanza Perunaltracittà, Firenze), Roberto Ferretti (Associazione tutela Valdaso, Marche), Claudio Giorno (No Tav, Val di Susa), Olimpia Gobbi (Associazione Luoghi comuni, Ascoli Piceno), Sergio Labate (ricercatore, università di Macerata), Nino Lisi (Freedom flotilla, Roma), Cristiano Lucchi (L’altra città, giornale delle periferie, Firenze), Roberto Mancini (docente, Università di Macerata), Andrea Mecozzi (progettista equosolidale, Perugia), Ermetina Mira (Comitato beni comuni, Monteprandone, Ap), Andrea Morniroli (cooperativa Dedalus, Napoli), Mary Pazzi (Associazione Luoghi comuni, Ascoli Piceno). Anna Paola Peratoner (ricercatrice, Udine), Mario Pezzella (docente alla Scuola Normale, Pisa), Riccardo Picciafuoco (Forum paesaggio, Marche), Anna Pizzo (giornalista, Roma), Lara Polsoni (assessore alle politiche giovanili di Fossacesia, Chieti), Elena Romani (ricercatrice, Ferrara), Sergio Sinigaglia (giornalista, Ancona), Pierluigi Sullo (giornalista, Roma).

Non siamo un club esclusivo, anzi: chi voglia associarsi può farlo scrivendo a democraziakmzero@gmail.com indicando nome, cognome, professione o impegno sociale e luogo.

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