“Careggi non paga le fatture”. Lavoratori a rischio

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Duccio Tronci dal Nuovo Corriere di Firenze

E’ un brutto segnale, la pisana “Supporti logistici Srl”: “Nostro malgrado, allo stato attuale, non siamo in grado di far fronte al pagamento della tredicesima mensilità per mancanza di fondi”. Ma a lasciare sbalorditi è la motivazione addotta dall’azienda, a secco di liquidi perché “gli Enti non pagano per le prestazioni fornite”. La situazione riguarda Careggi, ma anche la Asl, ed ha proporzioni che rischiano di condurre al degenero: le ultime fatture, infatti, sono state pagate nell’agosto 2009. Un ritardo di 16 mesi, che mette in ginocchio l’intero sistema: la “Supporti logistici” spiega di essere riuscita fino ad oggi a far fronte ai pagamenti anche “facendo ricorso in maniera massiccia al credito bancario”. Ma ora anche gli istituti di credito hanno chiuso i rubinetti. E proprio in questi giorni per l’appalto c’è una nuova gara: nella malaugurata ipotesi che non venga rinnovato i lavoratori rischiano di perdere anche il Tfr.

Il problema, ora, rischia di estendersi a macchia d’olio, secondo un effetto domino che potrebbe assumere risvolti pericolosi. Sarebbero decine e decine, infatti, le imprese nella stessa situazione. Il pagamento ritardato delle fatture da parte degli enti pubblici (non solo le Asl, ma gli stessi comuni) è ormai diventata una prassi consolidata. Attese che si attestano regolarmente intorno ai sette-otto mesi. E se la conseguenza per i lavoratori -che nel settore guadagnano mediamente fra i 900 e i 1000 euro mensili (straordinari compresi) per 40 ore di lavoro alla settimana – è non percepire gli stipendi, la situazione potrebbe presto degenerare in una vera emergenza occupazionale.

Eppure il contratto nazionale di lavoro multiservizi (come tutti i contratti nazionali) prevede che chi affida l’appalto debba accertarsi che il pagamento degli stipendi avvenga regolarmente. Ma in questo sistema, invece, addirittura chi concede l’appalto sarebbe il primo a non assolvere (e pesantemente) al pagamento delle fatture.

A farsi carico di una parte del problema è stato nei giorni scorsi il sindacato Usb, al quale una ventina di lavoratori si sono rivolti per far valere i propri diritti. L’organizzazione di base ha così scritto ad Estav centro (l’azienda che garantisce i servizi tecnico-amministrativi nella zona) e alla stessa Azienda ospedaliera per chiedere quali iniziative intenda assumere “per garantire il regolare pagamento delle retribuzioni dovute”. Il sistema delle gare al massimo ribasso, tra l’altro, non garantisce certo la stabilità delle imprese affidatarie.

Ma l’Usb ha anche già scritto al Prefetto (oltre che a tutti gli altri soggetti interessati) per avviare le procedure di conciliazione. Il sindacato, oltre a non escludere la proclamazione dello sciopero del settore, ha anche annunciato che prenderà “tutte le iniziative necessarie” per garantire i diritti dei lavoratori ed individuare eventuali responsabilità.

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