Carceri italiane, mille morti in 10 anni

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Ripresa dal è uscita la prima inchiesta italiana di data journalism, ovvero quel giornalismo basato su uso intensivo di dati, tabelle e infografica per analizzare, raccontare e visualizzare un fenomeno o una notizia, spesso producendo dei collage di elementi diversi. Grazie ai database digitali e a internet, il data journalism ha un po’ fatto rinascere il giornalismo d’inchiesta, su temi scottanti.
E’ il caso dell’inchiesta di cui parliamo, condotta da Jacopo Ottaviani per il Centro Studi Ristretti Orizzonti, che indaga le tante morti nelle carceri italiane dal 2002 al 2012, quasi mille.

A questa pagina la mappa e un diagramma, da cui emerge che il suicidio è la prima causa di morte (518, 56%); seguono la malattia (183, 20%) e una categoria ‘da accertare’, che raccoglie i casi per cui è in corso un’indagine giudiziaria (177, 19%). A questi si aggiungono 26 casi di overdose e 11 omicidi. In totale 915. I decessi sono stati ‘geolocalizzati’ attraverso Google Maps. La locazione geografica è stata calcolata incrociando il foglio Excel di Ristretti Orizzonti con gli indirizzi degli istituti penitenziari disponibili sul sito del Ministero. I risultati della elaborazione, effettuata con il software Google Refine, sono stati aggregati in una tabella che rilasciamo per chi voglia approfondire.

Le cifre riportate escludono casi di morte in questura, Cie e arresti domiciliari. Per questi rimandiamo al dossier. Appaiono invece i decessi negli ospedali psichiatrici giudiziari e in istituti minorili, nonché quelli di alcuni ex carcerati morti poco dopo il rilascio. Tra questi, ad esempio, chi è ricaduto nella tossicodipendenza. Tra i dati si nascondono storie singolari, spesso trascurate dai media. Alcune riguardano le donne. Tra queste, quelle di Manuela Contu e Franca Fiorini, rispettivamente 42 e 37 anni, che nel 2003 muoiono per overdose nel carcere di Civitavecchia. O Francesca Caponnetto, 40 anni, che nel 2004 si uccide nel carcere di Messina.

Negli ospedali psichiatrici giudiziari sono avvenuti circa 40 decessi. Alcuni sono morti giovanissimi, come è accaduto a San Vittore a Maurizio Pintabona, 20 anni. O ancora il suicidio di due minorenni, rispettivamente nel 2003 e 2009, negli istituti di Roma e Firenze. Come loro, negli ultimi dieci anni più di 50 giovani under 23 si sono tolti la vita. Nella mappa c’è anche Stefano Cucchi, morto a Regina Coeli. Un caso che ha ricevuto l’attenzione dei media, a differenza di tanti altri che compaiono nella mappa e si sono persi nel silenzio.

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